Contro i blackout il sindaco obbliga i negozi a tenere le porte chiuse: “Si evitano sovraccarichi”

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Chiudere la porta per alleggerire la rete elettrica. Dopo aver chiesto a Ireti un piano straordinario contro i blackout che hanno colpito Torino, il sindaco Stefano Lo Russo firma una nuova ordinanza rivolta ai negozi e ai pubblici esercizi: quando Arpa Piemonte segnalerà il livello 3 di disagio da caldo, le attività dovranno tenere chiuse le porte se l’aria condizionata è in funzione, aprendole solo per consentire l’ingresso e l’uscita dei clienti e per le operazioni di carico e scarico delle merci. Un provvedimento che punta a limitare gli sprechi energetici nei momenti di massimo stress per la rete e che incassa il sostegno delle associazioni del commercio.

Perché chiudere le porte aiuta

L’annuncio è arrivato attraverso un video pubblicato sui social dal primo cittadino. «L’ondata di calore eccezionale che sta interessando gran parte dell’Europa sta colpendo anche Torino», fa sapere Lo Russo. «Temperature così elevate – sottolinea – mettono a dura prova non solo le persone, in particolare quelle più fragili, ma anche la rete elettrica, sottoposta in questi giorni a uno sforzo senza precedenti». Da qui l’invito a evitare ogni spreco di energia.

Quando scatta l’ordinanza

Nel mirino finiscono quei negozi che tengono le porte spalancate con l’aria condizionata accesa. Una pratica che, secondo il sindaco, costringe gli impianti a lavorare molto più del necessario, aumentando i consumi e contribuendo a sovraccaricare inutilmente la rete nei momenti più critici. L’ordinanza avrà carattere temporaneo e sarà applicata esclusivamente nei giorni in cui Arpa segnalerà il massimo livello di disagio da caldo. «Di fronte a eventi climatici sempre più estremi ognuno può fare la propria parte e anche un piccolo gesto, se condiviso da tutti, può fare la differenza», conclude Lo Russo, dicendosi fiducioso nella collaborazione degli esercenti.

Perché chiudere le porte aiuta

Una collaborazione che, almeno nelle intenzioni, non dovrebbe mancare. «Non possiamo pensare allo spreco di energia, tanto più in un momento come questo, in cui gli eccessi di consumo finiscono per danneggiare anche altre imprese. Inoltre non è nemmeno una bella immagine vedere l’aria condizionata al massimo con le porte spalancate» afferma la presidente di Ascom Confcommercio Torino, Maria Luisa Coppa. Secondo Coppa, gli imprenditori sono già naturalmente incentivati a evitare gli sprechi perché il costo dell’energia incide direttamente sui bilanci delle attività. «Chi ha il cervello collegato al portafoglio difficilmente spreca», osserva. Più complesso, invece, immaginare una regolamentazione sulle temperature dei climatizzatori, come già avviene in parte per il riscaldamento. «Non è semplice fissare una media valida per tutti, anche se non mi stupirei se in futuro si ragionasse anche su questo. Ma eventuali regole dovrebbero riguardare tutti, pubblico e privato. Gli eccessi non fanno bene a nessuno».

Qual è la differenza tra i piccoli negozi e le grandi catene

Anche Confesercenti Torino promuove il provvedimento, pur ricordando che non sarà sufficiente a risolvere le criticità strutturali della rete elettrica. «È una misura di buonsenso», commenta il presidente Vincenzo Nettis. «Non risolve i problemi che stiamo vivendo, ma il commercio di prossimità è già molto attento a razionalizzare i consumi e a non sprecare energia. Lo facevamo anche prima dell’ordinanza». Il presidente di Confesercenti sottolinea anche una questione di equità. «Il piccolo commerciante paga direttamente ogni euro di bolletta e deve fare i conti ogni giorno con quello che incassa. Una grande catena ha margini molto diversi e può assorbire più facilmente costi energetici elevati. Per questo credo sia giusto che il messaggio dell’ordinanza sia rivolto soprattutto a chi fa un uso più disinvolto dell’energia».

Quanti blackout nelle ultime 24 ore

Intanto, il caldo sembra allentare la presa e con lui anche l’emergenza blackout. Martedì 30 giugno, con la temperatura massima scesa a 34 gradi, si è registrata una sola interruzione di corrente, che ha lasciato senza elettricità per circa un’ora il borgo di Cavoretto e le zone collinari circostanti. Dall’inizio dell’ondata di calore, il 19 giugno, i blackout registrati in città sono stati complessivamente 49. Secondo le previsioni di Arpa Piemonte, oggi e domani le temperature massime non dovrebbero superare i 33 gradi, un calo che potrebbe contribuire ad alleggerire ulteriormente la pressione sulla rete elettrica.

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