Home Business Controviali di Torino, Lo Russo: “Limiti sotto i 30 km all’ora, no...

Controviali di Torino, Lo Russo: “Limiti sotto i 30 km all’ora, no alla chiusura delle auto”

0
2

Mentre in corso Regina Margherita continua la catena ciclabile dopo la morte di Nicolò di Ciò, bimbo di 7 anni investito e ucciso da un’auto mentre era in bici lo scorso 22 settembre, il sindaco Stefano Lo Russo vara la sua stretta alle auto sui controviali: «In alcuni casi la velocità massimo di 30 chilometri orari per le auto è eccessiva, specie dove convivono con le biciclette: in alcuni casi stiamo studiando di abbassarlo». Ma sulla loro chiusura totale alle auto, chiesta a gran voce dalle associazioni dedicate alle due ruote (tra cui la Consulta per la Mobilità, organo del Consiglio comunale) e persino dagli alleati di Avs, il primo cittadino é più cauto: «É molto complesso: ci sono aree di carico e scarico per i commercianti, ci sono gli stalli dedicati alle persone disabili. Ma aumenteremo l’attenzione nei confronti dei ciclisti».

«I controviali di Torino sono luoghi più a rischio per gli incidenti stradali»

Dopo la prima presenza al Bike Pride con tanto di bici, dopo aver incontrato i manifestanti in protesta sotto Palazzo Civico, dopo numerose lettere da comitato di quartiere di Vanchiglia e realtà legate alla mobilità ciclistica che gli più volte hanno richiesto un incontro, il sindaco di Torino si schiera sulle ciclabili. «Indici di mortalità e incidentalità vedono i controviali di Torino come gli angoli stradali più a rischio», sottolinea Lo Russo. E il dito puntato è sulla «velocità delle auto, tra le prime cause di incidenti tra auto e bici». Lo aveva già detto la sua assessora alla Viabilità Chiara Foglietta: le corsie ciclabili, strade dove auto e bici convivono, non sono un’infrastruttura sbagliata, il problema è chi non rispetta i limiti di velocità. E ora «ricordando la morte del piccolo Nicolò in corso Regina», il sindaco vara la stretta proprio a quella velocità: «I controviali di Torino a volte sono larghi, sono un’opportunità, ma la velocità in certi casi va abbassata ulteriormente».

L’incontro chiesto il 20 ottobre e la richiesta: il controviale di corso Regina chiuso alle auto entro dicembre

Ora si attende il tavolo tra l’Assessorato alla Viabilità, comitati di quartieri e associazioni legate alla bicicletta chiesto nella lettera al sindaco del 1 ottobre dalle associazioni per mettere in campo «contromisure concrete». A scrivere sono stati in tanti. Dal Comitato Vanchiglia Insieme al Fiab Torino Bike Pride, dai Fridays for Future a Kontiki, Comitato Torino Respira, Future Parade Torino. C’era soprattutto il Consiglio d’istituto dell’Ic Gino Strada, la scuola di Nicolò. È dal giorno della sua morte «che ci siamo attivati per chiedere strade più sicure per tutti e tutte e a misura di bambini e bambine – si legge nella lettera – Abbiamo atteso una presa di responsabilità da parte delle istituzioni cittadine che, salvo poche eccezioni, non è arrivata, e quest’assenza ha un peso. Rischia di normalizzare l’idea che morire per strada sia inevitabile e soprattutto che la responsabilità di queste morti sia individuale».

La richiesta fissava il tavolo per il 20 ottobre. Entro dicembre, le associazioni chiedono di chiudere il controviale di corso Regina al traffico. Per ora, il sindaco non sembra aver aperto a questa soluzione.

“Vergogna”: 300 ciclisti ricordano il piccolo Nicolò e chiedono strade più sicure a Torino


Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it