Mentre in corso Regina Margherita continua la catena ciclabile dopo la morte di Nicolò di Ciò, bimbo di 7 anni investito e ucciso da un’auto mentre era in bici lo scorso 22 settembre, il sindaco Stefano Lo Russo vara la sua stretta alle auto sui controviali: «In alcuni casi la velocità massimo di 30 chilometri orari per le auto è eccessiva, specie dove convivono con le biciclette: in alcuni casi stiamo studiando di abbassarlo». Ma sulla loro chiusura totale alle auto, chiesta a gran voce dalle associazioni dedicate alle due ruote (tra cui la Consulta per la Mobilità, organo del Consiglio comunale) e persino dagli alleati di Avs, il primo cittadino é più cauto: «É molto complesso: ci sono aree di carico e scarico per i commercianti, ci sono gli stalli dedicati alle persone disabili. Ma aumenteremo l’attenzione nei confronti dei ciclisti».
VIAGGIO SULLE DUE RUOTE
Tratti condivisi con le auto, strettoie, scarsa visibilità, barriere: tutti i guai delle ciclabili
FRANCESCO MORELLI
«I controviali di Torino sono luoghi più a rischio per gli incidenti stradali»
Dopo la prima presenza al Bike Pride con tanto di bici, dopo aver incontrato i manifestanti in protesta sotto Palazzo Civico, dopo numerose lettere da comitato di quartiere di Vanchiglia e realtà legate alla mobilità ciclistica che gli più volte hanno richiesto un incontro, il sindaco di Torino si schiera sulle ciclabili. «Indici di mortalità e incidentalità vedono i controviali di Torino come gli angoli stradali più a rischio», sottolinea Lo Russo. E il dito puntato è sulla «velocità delle auto, tra le prime cause di incidenti tra auto e bici». Lo aveva già detto la sua assessora alla Viabilità Chiara Foglietta: le corsie ciclabili, strade dove auto e bici convivono, non sono un’infrastruttura sbagliata, il problema è chi non rispetta i limiti di velocità. E ora «ricordando la morte del piccolo Nicolò in corso Regina», il sindaco vara la stretta proprio a quella velocità: «I controviali di Torino a volte sono larghi, sono un’opportunità, ma la velocità in certi casi va abbassata ulteriormente».
Analisi
Il bambino morto investito e quella ciclabile protetta solo dalla vernice: 5 profili di rischio

L’incontro chiesto il 20 ottobre e la richiesta: il controviale di corso Regina chiuso alle auto entro dicembre
Ora si attende il tavolo tra l’Assessorato alla Viabilità, comitati di quartieri e associazioni legate alla bicicletta chiesto nella lettera al sindaco del 1 ottobre dalle associazioni per mettere in campo «contromisure concrete». A scrivere sono stati in tanti. Dal Comitato Vanchiglia Insieme al Fiab Torino Bike Pride, dai Fridays for Future a Kontiki, Comitato Torino Respira, Future Parade Torino. C’era soprattutto il Consiglio d’istituto dell’Ic Gino Strada, la scuola di Nicolò. È dal giorno della sua morte «che ci siamo attivati per chiedere strade più sicure per tutti e tutte e a misura di bambini e bambine – si legge nella lettera – Abbiamo atteso una presa di responsabilità da parte delle istituzioni cittadine che, salvo poche eccezioni, non è arrivata, e quest’assenza ha un peso. Rischia di normalizzare l’idea che morire per strada sia inevitabile e soprattutto che la responsabilità di queste morti sia individuale».
LA MANIFESTAZIONE
“Quanti morti ancora?”: 300 ciclisti ricordano il piccolo Nicolò e protestano davanti al Comune
FRANCESCO MORELLI (FOTO E VIDEO ALBERTO GIACHINO / REPORTERS)

La richiesta fissava il tavolo per il 20 ottobre. Entro dicembre, le associazioni chiedono di chiudere il controviale di corso Regina al traffico. Per ora, il sindaco non sembra aver aperto a questa soluzione.
“Vergogna”: 300 ciclisti ricordano il piccolo Nicolò e chiedono strade più sicure a Torino

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it










