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Corsa al candidato sindaco per il Pd, Scavuzzo: “Se fossi un uomo sarei la scelta naturale”

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Nuova episodio del rebus ancora insoluto del candidato del Partito Democratico per la corsa a sindaco di Milano. Con un post su Instagram pubblicato nella serata di ieri, sabato 26 settembre, tocca a Anna Scavuzzo, vicesindaca di Beppe Sala, dire: «Io ci sono». «Una sola donna è stata sindaco di Milano. Una. E nella storia della città è stata una donna di destra. Quando mi chiedono se penso alla possibilità di candidarmi non mi spaventa la sfida. Anzi. Amo le sfide. Mi spaventa di più l’idea che ancora oggi una donna debba chiedersi se ha il diritto di provarci».

«Sono stata consigliera, sono vicesindaca. Ho vissuto anni attraversando ogni angolo di questa città, nei suoi quartieri, con le persone, nelle sue difficoltà e nelle sue trasformazioni» scrive Scavuzzo, classe 1976, cresciuta nei quartieri di Lambrate, via Padova e l’Ortica, laureata in Fisica dell’ambiente, poi insegnante e in politica dal 2011.

E poi l’affondo finale, che pare un messaggio nemmeno troppo cifrato al suo partito e agli altri aspiranti concorrenti che già hanno dato «la loro disponibilità»: il giornalista Mario Calabresi, che a inizio settembre ha lasciato la sua Chora Media di cui era direttore editoriale e la presidenza di Be Water Content, Pierfrancesco Majorino, ex assessore milanese anche lui tra i contendenti più quotati e l’outsider Lorenzo Pacini, assessore del Municipio 1 sostenitore e promotore – con una ben avviata campagna social – del socialismo municipale.

«Se fossi un uomo, come dice Ivan Scalfarotto, “non ci sarebbe questione”. Io penso che la questione sia proprio questa – scrive Scavuzzo -. Credo sia arrivato il momento in cui una donna non debba essere considerata un’eccezione alla guida di Milano. Io ci sono».

A novembre i dem milanesi hanno proposto agli alleati «un momento programmatico partecipativo unitario». L’obiettivo dichiarato è lavorare a «una coalizione che vogliamo sia il più larga possibile». Insomma per sciogliere il nodo del candidato c’è ancora parecchio da aspettare. Per le primarie in ogni caso si parla dei primi mesi del 2027, molto probabilmente febbraio. Fino a quel momento la parola d’ordine della segretaria del Pd Elly Schlein è: «Prima il programma». Intanto però escono i primi sondaggi. Secondo il Monitor Ixè-Milano, pubblicato la scorsa settimana, Mario Calabresi raccoglierebbe tra chi ha già deciso chi votare tra il 48 e il 53 per cento dei consensi. Majorino tra il 30 e il 36 per cento, Scavuzzo tra l’8 e il 10. Con un 25 per cento di indecisi, abbastanza per cambiare le carte in tavola.


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