Si è chiuso a Palazzo Chigi il vertice sull’ordine pubblico convocato ieri dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla luce dei disordini di piazza dei giorni scorsi. Partecipano i vicepremier Matteo Salvini (in videocollegamento) e Antonio Tajani, i ministri Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa), Francesco Lollobrigida (Agricoltura), i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, i vertici di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, e quelli dell’Intelligence. «Dopo i fatti di cronaca degli ultimi giorni, la Lega ha presentato un emendamento in Aula alla proposta di legge sulla cittadinanza, un pacchetto ‘anti-saccheggio’. Si prevede che lo straniero nato in Italia se condannato per reati contro le forze di polizia o per devastazione e saccheggio, al compimento dei 18 anni non possa ottenere la cittadinanza italiana» ha spiegato Igor Iezzi, primo firmatario della proposta di legge che oggi ha iniziato il suo iter nell’emiciclo di Montecitorio con la discussione generale. La pdl punta ad inserire nuove cause ostative all’acquisto della cittadinanza e alla sua revoca.
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La decisione di Meloni di convocare il vertice sull’ordine pubblico è arrivata negli stessi minuti in cui nel cuore di Milano sciami di ragazzini davano vita a una nuova ondata di violenza, dopo una serie di confronti con Matteo Salvini e Antonio Tajani in cui sono state condivise forti preoccupazioni. La premier ha convocato l’incontro per fare il punto sulla gestione delle piazze, analizzare i report di Intelligence su un fenomeno ancora tutto da comprendere e, ha anticipato, per «valutare ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos».
In particolare si pensa a norme sui minorenni, con la consapevolezza dell’imprescindibile confronto con il Quirinale su temi simili. La suggestione, si racconta nel centrodestra, è quella di un intervento sulla falsa riga del decreto Caivano. E FI suggerisce la convocazione di un Cdm nel capoluogo lombardo, «quale segnale di presenza dello Stato e di vicinanza e solidarietà ai cittadini di Milano e agli esercenti ingiustamente danneggiati». Un’idea ancora da approfondire ai piani alti dell’esecutivo.
Già una stretta era arrivata a febbraio, dopo il caos al corteo per Askatasuna, con il fermo preventivo. Una misura che secondo le opposizioni non ha funzionato. E che Salvini vuole estendere ai minori, come previsto dal ddl in Senato, che contiene anche la procedibilità d’ufficio per lesioni a pubblico ufficiale e la reclusione fino a 5 anni, con multa fino a 15mila euro, per danneggiamenti di gruppo. Il leader leghista cita anche il divieto di aggregazione per i responsabili di violenze di gruppo e l’introduzione del reato di danneggiamento di gruppo, con la possibilità di ricorrere all’arresto differito.
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