Delfin, Basilico propone la liquidazione: “Venda le partecipazioni finanziarie”

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La guerra per l’eredità di Leonardo Del Vecchio cambia pelle. Dopo che l’ad di Delfin Romolo Bardin ha bloccato la salita di Leonardo Maria Del Vecchio – con l’obiettivo di ridisegnare gli equilibri interni della holding – sul tavolo della finanziaria di famiglia, in vista dell’assemblea di domani, è arrivata una lettera di Rocco Basilico.

La missiva anticipata da Repubblica propone due opzioni per uscire da una situazione di «forte tensione interna» con l’obiettivo è superare l’impasse nella gestione del patrimonio attraverso una revisione profonda del gruppo. Per Basilico i tentativi di riassetto precedenti – compreso quindi quello di Leonardo Jr che voleva rilevare le quote di Luca e Paola – sono «peggiori del problema», mentre i rapporti familiari e e la fiducia verso il cda sono «ulteriormente deteriorati».

Cosa succede

Da qui due ipotesi radicali. La prima prevede che Delfin riacquisti le quote degli azionisti intenzionati a uscire, finanziando il buyback attraverso la cessione delle partecipazioni finanziarie: Mps, Generali e Unicredit. Con il risultato di una Delfin concentrata sulla sola partecipazione in EssilorLux.

La seconda ipotesi, definita «intermedia», prevede che la holding mantenga la quota in EssilorLuxottica e distribuisca direttamente ai soci, in proporzione alle rispettive quote, le partecipazioni nelle altre società quotate. Ogni erede diventerebbe così proprietario diretto dei titoli di Piazza Affari, con la possibilità di gestirli in autonomia. Anche in questo scenario verrebbe meno la funzione di regia unitaria del portafoglio finanziario.

Ne risulterebbe un cambiamento significativo rispetto al disegno originario di Leonardo Del Vecchio. Nella visione del fondatore, la holding non era solo la cassaforte di famiglia, ma anche un soggetto attivo nel capitalismo italiano. Le due proposte di Basilico porterebbero invece a ridimensionare questa seconda componente, riducendo il peso della holding nel sistema economico.

Il nodo della valutazione delle quote

Resta inoltre il nodo della valutazione delle quote: Basilico propone di valorizzare i titoli finanziari al prezzo di mercato e suggerisce per EssilorLuxottica uno sconto del 25% rispetto alla quotazione di Borsa, ma fonti vicine a Leonardo Maria fanno notare che «nessuno cederebbe l’azienda di famiglia a sconto».

Sullo sfondo resta l’incognita giuridica sulla legittimazione dello stesso Basilico a esercitare i diritti connessi alla sua quota del 12,5%. In Italia e in Lussemburgo sono pendenti ricorsi per chiarire se, dopo la morte del fondatore, la nuda proprietà attribuita a Basilico comportasse anche i diritti di voto, che secondo l’interpretazione dell’asse opposto resterebbero all’usufrutto della madre Nicoletta Zampillo.

Se i procedimenti in corso dovessero mettere in discussione i diritti esercitati da Basilico – e riconosciuti nel 2022 anche attraverso l’iscrizione nel libro soci –, potrebbero essere coinvolti gli equilibri di governance e la validità delle delibere adottate negli ultimi anni.

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