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Delfin, nuova offerta da Leonardo Maria Del Vecchio: 22 miliardi per arrivare all’87,5%

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«Oggi ho inviato ai soci di Delfin un’offerta per acquistarne le quote. È la proposta più seria che io abbia mai fatto». Con queste parole Leonardo Maria Del Vecchio prova di nuovo ad acquisire le partecipazioni dei fratelli. Lo fa con una lettera presentata ai soci e al board di Delfin e pubblicata lunedì su Qn – di cui è editore. «Un’azione di responsabilità», dice, per cercare di sbloccare lo stallo che accompagna la successione da 4 anni e mezzo.

L’offerta avrebbe un valore di circa 20 miliardi con una valutazione da 30 miliardi per la cassaforte, identica a quella proposta pochi giorni fa dall’imprenditore ceco Michal Strnad impegnato nell’industria delle armi. Entrambe sarebbero quindi a sconto del 30%. A differenza di quella di Strnad, il quartogenito del fondatore di Luxottica manterrebbe in famiglia (e in Italia) la holding lussemburghese, che detiene il 32,4% di EssilorLuxottica, il 10,05% di Generali, il 2,7% di Unicredit, il 17,5% di Montepaschi, destinato a diventare circa il 4% di Intesa Sanpaolo, e il 28% di Covivio.

A sostenere l’operazione sarebbe Citigroup, che si è detta pronta a supportare un finanziamento fino a 22 miliardi, coprirebbe l’intero importo rendendo superflui ulteriori passaggi – come lettere di patronage o approvazioni del board che in passato hanno bloccato operazioni simili da parte di Lmdv.

La somma finanziata da Citi servirebbe ad acquistare tutte le quote escluse la propria e quella della madre Nicoletta Zampillo, e a portare Del Vecchio dal 12,5% all’87,5%, con 3,7 miliardi per ciascuna quota.

«Da quando nostro padre è scomparso, ho sentito il peso di custodire ciò che ha costruito – ricorda Del Vecchio – Non sempre l’ho fatto nel modo giusto», e riconosce che «ci sono stati errori, anche di tono, e non ne vado fiero». Negli ultimi mesi, come dichiarato più volte pubblicamente, ha scelto di ridurre i conflitti e di ritirare le cause. Un concetto che ribadisce sulle colonne di Quotidiano Nazionale. «I miei consulenti parlano ogni giorno con quelli degli altri soci – aggiunge – Ho dato mandato di rinunciare alle azioni legali che avevo promosso nei confronti di alcuni dei miei familiari».

«So che un’iniziativa di questa portata richiede garanzie, non solo intenzioni – precisa Del Vecchio – Per questo il veicolo che acquisirà le quote avrà regole di governance rafforzate, fissate in uno statuto vincolante».

Ai soci, da quanto risulta, sarebbero proposte due strade. La prima è la vendita integrale in contanti. La seconda prevede la cessione immediata del 30% della quota e un’opzione di vendita sul 70% restante, esercitabile tra il dodicesimo e il quattordicesimo mese e regolata in azioni EssilorLuxottica, a un prezzo legato al patrimonio netto futuro scontato del 30% e senza garanzia sul capitale. Senza adesioni sufficienti e accordo sulla governance, questa formula diventa vendita integrale. «Ho proposto sia un acquisto totale e immediato delle quote, sia altre forme di acquisizione più diluite nel tempo – spiega – lasciando a ciascuno la libertà di scegliere».

Il trasferimento a un socio esistente richiede oltre due terzi dei voti, l’ingresso di un esterno oltre l’88%. Resta decisiva la disponibilità dei soci a vendere, che l’offerta non vincola. Pochi giorni fa una cifra simile era stata proposta a Rocco Basilico, per cui Lmdv aveva messo sul piatto 3,5 miliardi (a fronte di una valutazione di 5 miliardi), ma il figlio di Paolo Basilico e Nicoletta Zampillo aveva rifiutato, e per ora non sembra aver cambiato posizione sulla vendita.

Alla luce di questa nuova offerta, la proposta di incontrarsi entro questo sabato, insieme o singolarmente. «Non chiedo a nessuno di rinunciare alle proprie idee – precisa – Chiedo di valutare una soluzione che può tenere insieme chi vuole uscire e chi vuole restare». E ricorda che «mio padre ha costruito qualcosa che appartiene non solo alla nostra famiglia, ma anche a chi ci ha lavorato e a un Paese che in quella storia si è riconosciuto».

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