Delfin, patto tra gli eredi Basilico e Leonardo jr: verso la rinuncia alle cause

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La pace tra gli eredi Del Vecchio è più vicina che mai, anche se non sono stati ancora firmati i documenti che possono sancire la fine delle battaglie in Tribunale. Si tratta ancora di colloqui, seppur ben avviati. A parlarsi sono Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico, i due figli di Nicoletta Zampillo che da mesi si scontrano sull’eredità del fondatore della dinastia. L’intesa alla quale si lavora si basa sulla reciproca rinuncia a ogni velleità legale, una mossa che permetterebbe a Rocco di mantenere il suo status di socio in Delfin e a Leonardo Maria di scalare la holding di famiglia.

L’accordo può arrivare in pochi giorni, filtra in ambienti finanziari. Ad avere fretta di chiudere è Leonardo junior che vuole siglare la tregua con il fratello in tempo utile per poter avviare il riassetto di Delfin prima del quarto anniversario della scomparsa del padre. Leonardo Maria dal 27 aprile ha in tasca l’autorizzazione ad aumentare la sua partecipazione nella cassaforte lussemburghese: in assemblea gli è stata concessa l’opportunità di comprare le partecipazioni del 12,5% della sorella Paola e del fratello Luca, che si apprestano a incassare 5 miliardi a testa.

A rallentare l’operazione è stata fino ad ora proprio l’opposizione di Rocco Basilico, nato dal primo matrimonio di Nicoletta Zampillo con il finanziare Paolo Basilico. Rocco, che controlla il 12,5% di Delfin, ha prima votato contro la delibera assembleare, approvata con sei voti a favore su otto, per poi impugnare davanti al giudice del Granducato sia il voto sul passaggio delle quote sia quello che ha permesso di alzare il tetto ai dividendi fino all’80% degli utili (contro il precedente 10%). Un ricorso giudicato «infondato» dalla stessa Delfin, che ha rivendicato la correttezza delle decisioni prese dagli azionisti in assemblea.

Nella contesa tra fratelli si è inserita nelle scorse settimane anche la madre, Nicoletta. In una lettera indirizzata al board di Delfin, di fine maggio, Zampillo ha affermato di voler annullare la decisione, presa pochi giorni dopo la morte di Leonardo Del Vecchio, di rinunciare all’usufrutto sulla metà delle quote ricevute in eredità dal marito in favore del primo figlio Rocco, che solo grazie a quell’atto è potuto diventare subito titolare del diritto di voto tra i litigiosi azionisti di Delfin. La mossa di Zampillo potrebbe aver spiazzato Basilico, tanto da portarlo al tavolo delle trattative con il fratello dopo aver ribadito la piena titolarità della sua partecipazione con una lettera vergata dai suoi legali il primo giugno e indirizzata direttamente al cda di Delfin.

Se l’intesa tra i due dovesse essere ratificata, Basilico farà decadere i procedimenti avviati in Lussemburgo e Leonardo junior rinuncerà al procedimento avviato al tribunale di Milano contro Rocco. Scenario perfetto per Leonardo Maria che, in attesa della firma, lavora senza sosta con il suo team di avvocati al finanziamento da 11 miliardi di euro che verrà erogato all’intraprendente erede da un pool di banche composto da Unicredit, Credit Agricole e Bnp Paribas. A tutela del credito Leonardo Maria metterà le azioni di Lmdv Fin, il veicolo finanziario che sarà utilizzato per acquistare il 25% da Luca e Paola, e il suo patrimonio personale, compreso il 12,5% di Delfin che tuttavia sarà protetto da una clausola che concede alla stessa holding il diritto di riacquistare la partecipazione nel caso in cui la garanzia dovesse essere escussa.

Al termine dell’operazione Leonardo Maria si ritroverà a essere di gran lunga l’azionista di riferimento di Delfin, con il 37,5% delle azioni in mano. Una soglia che, secondo indiscrezioni, potrebbe ulteriormente essere ritoccata fino al 50% se Nicoletta Zampillo dovesse decidere di concedere al minore dei suoi figli la nuda proprietà del 12,5% che ancora le resta come eredità del fondatore. Con il 50% delle azioni, Leonardo Maria potrebbe controllare a pieno titolo Delfin, che ha partecipazioni per 40 miliardi tra EssilorLuxottica, Mps, Generali e Unicredit. Lo statuto gli imporrebbe però di cercare ancora concordia tra gli eredi e avere Rocco Basilico dalla sua potrebbe facilitargli il lavoro.

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