Delmastro socio dei Caroccia, a loro volta legati al clan dei Senese? All’inizio «pensavamo a un caso di omonimia». In procura a Roma fu accolta con un’alzata di spalle, incredulità mista a scherno, la notizia dell’allora sottosegretario alla Giustizia in affari con quella famiglia così tanto conosciuta e chiacchierata nella Capitale.
L’audizione di Lo Voi
Ad ammetterlo è proprio il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, in audizione alla Commissione parlamentare antimafia sulla nota vicenda della costituzione di una società tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e Mauro Caroccia per la gestione del ristorante Bisteccheria d’Italia. Con lui la procuratrice aggiunta Maria Cristina Palaia e il pm Francesco Cascini, entrambi della direzione distrettuale antimafia di Roma. «La Guardia di finanza – ricostruisce Lo Voi – dopo una serie di accertamenti, è venuta nei nostri uffici portandoci la notizia che Mauro Caroccia appariva essere stato socio, quanto meno tramite alcuni suoi familiari, con l’onorevole Delmastro per una società rispetto alla gestione di un ristorante. La nostra prima impressione è stata quella di sorridere. Poi abbiamo detto: figuriamoci cosa poteva avere a che fare con il sottosegretario. E abbiamo detto ai militari della Gdf di andare a rifare gli accertamenti. Andate a vedere, ci sarà stata una omonimia, un errore».
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Delmastro e il gruppo dirigente di Biella
La bufera scoppiò poco più di un mese e nel giro di un paio di settimane, complice anche il risultato referendario, portò alle dimissioni non solo di Delmastro da sottosegretario, ma anche della vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino e dell’assessore del Comune di Biella Cristiano Franceschini. Così viene azzerato, di fatto, l’intero gruppo dirigente di FdI a Biella.

La società
La vicenda ruota attorno alle “Bisteccherie d’Italia”, ristorante al civico 452 di via Tuscolana: è questo l’unico locale di un’altra società – Le 5 Forchette srl – costituita a Biella il 16 dicembre 2024 quando tra i soci figuravano l’allora sottosegretario Delmastro (con il 25% delle quote), la vicepresidente della Regione Chiorino (5%) il segretario provinciale di FdI a Biella Franceschini (5%), il consigliere regionale Davide Zappalà, eletto nel collegio di Biella (5%) e l’impiegata Donatella Pelle (10%). Il restante 50% faceva capo a Miriam Caroccia, nominata amministratore unico ad appena 18 anni, e figlia di Mauro Caroccia, oggi in carcere con una condanna definitiva a 4 anni per intestazione fittizia con l’aggravante di aver agevolato un’associazione mafiosa. Da una decina d’anni il suo nome è in relazione a quello di Michele Senese.
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Nessun dubbio
«Gli investigatori delle Fiamme gialle – ha proseguito Lo Voi – sono tornati con un pacco di carte confermando la notizia dopo ulteriori accertamenti, sulla base di certificati e stati di famiglia, oltre a documentazione varia. E siamo costretti a prendere atto che non c’era alcuna omonimia, non c’erano dubbi. La società era stata costituita con soggetti tutti provenienti da Biella e la figlia di Mauro Caroccia, 18enne non titolare di redditi propri. Da quel momento abbiamo cominciato a fare degli accertamenti».
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