A poco più di quattro mesi dalla guerriglia urbana che si scatenò fuori dallo stadio prima del derby della Mole, è scattata con le prime luci dell’alba un’operazione della Digos: gli agenti, coordinati dalla procura guidata da Giovanni Bombardieri, stanno eseguendo una ventina di misure cautelari in Piemonte e anche in altre regioni del nord Italia nei confronti degli ultrà protagonisti di quel pomeriggio di disordini.
IL CASO
Derby della Mole, niente arresto per il poliziotto che ha ferito Marco Basoccu: sospeso un anno
Le misure della Digos
Le misure eseguite sono divieto di dimora e obbligo di firma per 22 appartenenti ai gruppi ultrà della Juventus e del Torino, indagati a vario titolo per i reati di resistenza aggravata a Pubblico Ufficiale, travisamento, lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive e rissa. Sono stati denunciati, per gli stessi reati, altri 20 ultras, juventini e granata, anche sottoposti ai provvedimenti Daspo.
Quel pomeriggio rimasero feriti nove operatori della polizia di Stato. La Digos arrestò in flagranza otto partecipanti agli scontri e, in flagranza differita, altri due, arresti poi convalidati dal gip che ha disposto l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di firma
Gli scontri del 24 maggio
Era il 24 maggio. Intorno alle 18 il corteo dei granata, partito dallo stadio Filadelfia, si affacciò in piazzale San Gabriele di Gorizia, a pochi passi dall’Olimpico. Gli ultrà bianconeri provarono ad avvicinarsi ma trovarono davanti a loro il cordone delle forze dell’ordine. Ci fu un primo momento di tensione, con il lancio di pietre, bottiglie e bombe carta, la polizia rispose con oltre 150 lacrimogeni.

Ma la tensione aumentò ancora dopo. Quando il corteo attraversò il piazzale per imboccare corso Galileo Ferraris, in direzione della Curva Maratona, qualche decina di ultras bianconeri dei Viking avanzò verso i tifosi granata, riuscendo ad arrivare a contatto. Salvo poi arretrare verso l’area di prefiltraggio che precede gli ingressi del settore ospiti e della porzione dei Distinti riservata ai tifosi juventini: è in quel momento che venne ferito gravemente alla testa Marco Basoccu, tifoso juventino ricoverato alle Molinette.
il caso
Ultrà ferito prima del derby, il pm: “Arrestate il poliziotto che ha sparato il lacrimogeno”
GIUSEPPE LEGATO, CATERINA STAMIN

Mentre il 39enne lottava tra la vita e la morte in ospedale – venne dimesso dopo quasi tre settimane – le indagini, affidate alla Squadra mobile guidata dal dirigente Davide Corazzini, e coordinate dal pm Paolo Scafi, ricostruirono cosa gli accadde quel pomeriggio: a ferire Basoccu fu un lacrimogeno, lanciato da un agente del Reparto mobile della questura di Torino, guidata da Massimo Gambino. Per il poliziotto la procura aveva chiesto gli arresti domiciliari, ma il giudice decise per la sospensione di un anno dal servizio. Il Riesame è atteso per la prossima settimana.
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