C’è quella in offerta a 68 euro. «Pronta consegna gratuita». E c’è il modello più sofisticato, scontato del 10 per cento, a 105 euro. Quanto bastano per farsi portare a casa una Beretta 92. Tre giorni il tempo di spedizione. Per arrivare con una scacciacani a scuola basta un clic su Amazon. E un amico, o un parente a cui chiedere di acquistarla, che dichiari di avere 18 anni. Questo prevede il regolamento del sito, in osservanza della legge che vieta la vendita ai minorenni.
Dov’era nascosta
La scorsa settimana, una di queste pistole senza tappo rosso è comparsa in una prima classe dell’istituto superiore Peano. Per chi l’ha vista, è stata una scena di pochi minuti. Scorta dalla cattedra, è la scena di un alunno di 14 anni che finora non ha mai dato problemi. Il ragazzo è in classe, apre lo zaino. Tira fuori qualcosa che non si vede bene. La mostra la cosa ai compagni, che lo circondano, si assiepano per toccarla. Ci sono esclamazioni. Parole che sembrano di vanto. Avvicinandosi a quel banco, il mormorio cessa. Resta un ragazzino che ha in mano una pistola. Non è chiaro perché l’abbia portata. Ma questo, riguarda i giorni successivi al giovedì della scorsa settimana. Il giorno che molti studenti ora ricordano come quello in cui «la polizia è arrivata a scuola e ha scortato uno studente fuori».
Non è una scena che degenera, quella vista dalla cattedra dalla professoressa che è appena entrata, perché lei la interrompe. Si infila nel capannello di scolari, fa sedere tutti. Prende l’arma senza il tappo, che potrebbe anche sembrare vera in quel momento. E chiama la preside. In pochi minuti arriva la polizia, che esce dall’istituto con il ragazzino. «Non ho fatto male a nessuno e non ho mai usato quella pistola. L’ho portata con me per difendermi. Perché ho paura». Questa la versione che ha raccontato agli agenti, poi verbalizzata anche dalla procura dei minori, che ha indagato il quattordicenne per il porto abusivo di quel tipo di arma.
Che cosa dice la legge
Se ha la canna occlusa, e viene portata in giro senza un motivo, la scacciacani è considerata un’arma che crea pericolo o allarme pubblico. È un fatto, quindi, che costituisce un reato. Se poi è commesso da un minorenne, la situazione è più complicata. «Volevo solo difendermi da un gruppo di ragazzi che mi perseguita», ha detto il ragazzo agli investigatori. «Ha tirato fuori la pistola solo per farla vedere, non per usarla o minacciare nessuno», la versione che circola tra gli studenti. Non è contrastante con quella a cui lavorano gli inquirenti. Nel mondo degli adolescenti, spesso un fatto corrisponde a due verità. Quella che si racconta ai compagni. E quella che si confida, a porte chiuse, a pochi adulti che stanno spiegando cosa vuol dire commettere un reato con un oggetto che non è un giocattolo.
Qual è la versione del ragazzo
Per ora, non ci sono motivi per non credere alle parole di questo ragazzo che dichiara di avere paura. «C’è un gruppo di ragazzi che mi ha preso di mira. Mi hanno bloccato alla fermata dell’autobus, mi hanno minacciato e costretto a dare loro delle cose. Mi sono portato la pistola dietro perché ho paura che mi capiti di nuovo. Volevo solo avere qualcosa per difendermi».
Che cosa vogliono sapere gli inquirenti
Chi ha comprato quella pistola? I suoi genitori sapevano? Sono alcune delle domande a cui lavorano gli investigatori. Forse, ad acquistare la pistola a salve è stato un fratello, o un familiare, comunque maggiorenne. Ma non i genitori, che, quanto sembra, non sarebbero stati a conoscenza della situazione. Il quattordicenne è incensurato. Non ha mai avuto segnalazioni, né denunce.
Chi sono i bulli che lo perseguitano
Se esista davvero un branco di bulli che lo minacci e che gli abbia estorto denaro o altro alla fermata del bus o nei dintorni della scuola, non è un aspetto considerato inverosimile. Anche su questo fronte la polizia ha avviato accertamenti. Intanto gli studenti, sui social, si sfogano. «La scuola dovrebbe essere un posto sicuro». «Sono gesti da poppanti che giocano a fare i malavitosi». Ma forse non era un gesto da poppante. Forse c’è davvero un ragazzo che ora ha paura.
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