Alessandro Di Battista torna in tv dopo il malore e l’operazione a Cuba, un rientro atteso dopo la lunga degenza. «Ci vediamo stasera, ho molte cose da dirvi», aveva anticipato su Facebook. In collegamento con la trasmissione di La7 «diMartedì» e accolto da un lungo applauso, Di Battista ha ripercorso la sua malattia, il malore e l’intervento. Ha raccontato di avere avuto un edema causato da un tumore cerebrale, e di esser stato operato.
« A Cuba mi hanno fatto un’operazione raffinatissima con tecnologie che qua si usavano 30 ani fa, al Gemelli mi hanno detto che hanno fatto un’operazione raffinatissima”. Lo ha raccontato Alessandro Di Battista a Di martedi’ su La7. “Sono stato operato in un ospedale senza acqua. A Cuba c’e’ un assedio medievale nel silenzio generale, stessa dinamica con l’Iran. Trump spera di vincere le elezioni con lo scalpo. Ma i cubani sono abituati a soffrire, non credo che avra’ lo scalpo”, ha aggiunto.
Poi è entrato nel vivo dei temi del momento, dal tetto agli stranieri a scuola alle affermazioni di Vannacci.
Nei giorni scorsi Di Battista aveva iniziato a raccontare la sua esperienza a Cuba, dove era andato per girare dei reportage. «La sanità cubana è un’eccellenza e io non dimenticherò mai tutto quello che Cuba ha fatto per me», scrive, denunciando le condizioni in cui versa il Paese e attribuendone la responsabilità alle politiche degli Stati Uniti: dopo l’invasione della Baia dei Porci, attacca l’ex esponente pentastellato, «gli Usa continuano a comportarsi come dei mafiosi e a strangolare il popolo cubano». Di Battista descrive una situazione drammatica, con ospedali senz’acqua, carenza di carburante per le ambulanze e città al buio, ma sottolinea la capacità di resistenza della popolazione cubana. «Dalla stanza al diciannovesimo piano dell’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras, ho vissuto sulla mia pelle l’umanità dei medici cubani. Non dimenticherò mai il loro affetto e la loro professionalità», aggiunge. L’ex parlamentare anticipa infine che continuerà a occuparsi di questi temi sul suo canale Scomode Verità, dove, conclude, si continuerà a parlare di quanto accade a Cuba e in Palestina, e «ad unire i puntini. Come abbiamo sempre fatto»
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