Secondo stime da prendere con molta cautela, sarebbero stati venduti tra 25 e 30 miliardi di cellulari e smartphone dagli anni Ottanta a oggi. Come dire, almeno tre per ogni abitante della Terra, inclusi neonati e centenari. Quindi le probabilità che proprio quello che avete nel cassetto da qualche anno sia un modello raro e di valore non sono moltissime, ma forse vale la pena di controllare. I Nokia e i Motorola prodotti in milioni di esemplari vengono spesso venduti online per poche decine di euro; le cifre importanti riguardano modelli storicamente significativi, versioni rare, edizioni limitate oppure telefoni mai utilizzati, ancora completi della confezione originale. Non esiste una classifica definitiva dei cellulari più costosi. Il mercato è piccolo, fatto da pochi appassionati collezionisti, le aste pubbliche sono relativamente poche e molti dei prezzi che circolano online sono semplici richieste dei venditori, non somme realmente pagate. Ecco quindi dieci dei modelli più ricercati dai collezionisti.

Il telefono più prezioso della categoria è anche uno dei più riconoscibili: il primo iPhone. Non una versione qualsiasi, però: quella da 4 GB commercializzata nel 2007 insieme al modello da 8 GB. Apple la ritirò dal mercato il 5 settembre dello stesso anno, poco più di due mesi dopo il lancio, perché la maggior parte degli acquirenti preferiva spendere cento dollari in più per raddoppiare la memoria. La breve permanenza nei negozi ha reso il modello da 4 GB molto più raro delle altre versioni. Un esemplare ancora sigillato è stato venduto nel marzo 2024 da RR Auction per 147.286 dollari. Un altro aveva raggiunto 87.500 dollari nel 2023, mentre nel 2025 un esemplare sigillato è stato aggiudicato per 81.989 dollari. Il record assoluto registrato da un’altra casa d’aste ha superato i 190 mila dollari. Il modello corretto riporta il codice MA501LL/A. Il valore dipende quasi interamente dalla confezione: un telefono aperto, attivato o usato può valere soltanto una piccola parte di queste cifre.


Anche la versione da 8 GB del primo iPhone può raggiungere prezzi considerevoli, purché sia ancora sigillata nella confezione originale. È meno rara del modello da 4 GB, perché rimase in vendita più a lungo e fu acquistata da un numero maggiore di persone, ma conserva un buon valore storico. Nel 2022 RR Auction ha venduto un iPhone da 8 GB sigillato per 35.414 dollari. In questo caso bisogna fare attenzione alla scatola corretta, all’integrità del cellophane, al numero di icone raffigurate sullo schermo e al codice del prodotto. Le confezioni delle prime unità mostrano dodici icone, mentre quelle successive ne hanno tredici, con l’aggiunta di iTunes. Un normale iPhone del 2007 usato non vale decine di migliaia di euro. È la combinazione fra prima generazione, confezione mai aperta e condizioni eccezionali a trasformarlo in un oggetto da collezione.


Il Motorola DynaTAC 8000X è uno dei telefoni più importanti della storia. Commercializzato negli Stati Uniti nel 1984, viene generalmente considerato il primo cellulare realmente portatile venduto su larga scala. Pesava 790 grammi, offriva circa trenta minuti di conversazione e richiedeva fino a dieci ore per una ricarica completa. Il prezzo di lancio era di 3.995 dollari, una cifra equivalente a oltre 11 mila dollari attuali. La sua forma gli procurò il soprannome di «brick phone», telefono mattone. Gli esemplari autentici possono valere migliaia di euro, soprattutto quando sono accompagnati da batteria, caricatore, valigetta, manuali e documentazione originale. Le condizioni sono importanti perché molti telefoni sopravvissuti hanno batterie danneggiate, tastiere consumate o componenti sostituiti. Occorre inoltre verificare che si tratti veramente dell’8000X e non di uno dei numerosi modelli DynaTAC successivi, esteticamente molto simili ma generalmente meno preziosi.


Commercializzato nel 1994, IBM Simon viene spesso definito il primo smartphone, anche se all’epoca il termine non era ancora comunemente utilizzato. IBM e BellSouth lo presentarono come un «personal communicator», un dispositivo che univa telefono cellulare e agenda elettronica. Aveva uno schermo touch, poteva inviare fax, gestiva contatti e appuntamenti e permetteva di prendere appunti. Pesava 510 grammi e veniva venduto a 895 dollari con un contratto biennale oppure a 1.099 dollari senza contratto. Il Simon fu commercializzato soltanto negli Stati Uniti e rimase sul mercato per un periodo limitato. Oggi gli esemplari completi di scatola, base di ricarica, manuali e pennino sono difficili da trovare. Quelli meglio conservati possono raggiungere alcune migliaia di euro, mentre i dispositivi incompleti o non funzionanti valgono sensibilmente meno.


Il Samsung SPH-N270 fu realizzato nel 2003 in collegamento con l’uscita di Matrix Reloaded. Il design riprendeva quello dei telefoni utilizzati nel film, con un auricolare semicircolare che si sollevava attraverso un meccanismo a molla. Non era semplicemente un telefono Samsung con il logo di Matrix, ma un dispositivo progettato appositamente per richiamare l’estetica del film. Il Mobile Phone Museum lo include nella propria collezione dedicata ai telefoni apparsi al cinema. Ne furono prodotti circa diecimila esemplari, destinati principalmente al mercato statunitense. Un telefono completo della scatola, della base da esposizione e degli accessori può raggiungere diverse migliaia di euro. Il meccanismo di apertura è delicato e molti esemplari oggi disponibili risultano danneggiati o incompleti. Il legame con una delle saghe più influenti della cultura digitale lo rende interessante anche per collezionisti di oggetti cinematografici, non soltanto per gli appassionati di telefonia.


Presentato nel 2009, il Motorola Aura Diamond Edition fu uno degli ultimi grandi telefoni di lusso precedenti al dominio degli smartphone. La scocca era realizzata in metallo e il dispositivo aveva un insolito schermo OLED circolare protetto da cristallo di zaffiro. La Diamond Edition aggiungeva trenta diamanti intorno allo schermo e altri quattro sui tasti di navigazione. Al momento del lancio costava circa 3.800 euro, 5.700 dollari negli Stati Uniti. Il valore attuale varia notevolmente in base alle condizioni e alla completezza. Esemplari con certificati, confezione, caricatore e accessori possono arrivare a migliaia di euro. Il complesso sistema meccanico di apertura deve essere integro e non deve presentare interventi o riparazioni non originali. Il normale Motorola Aura è molto meno prezioso, anche se rimane ricercato per il design. È quindi necessario verificare che si tratti effettivamente della Diamond Edition.


Il Nokia 8800 fu uno dei telefoni di lusso più celebri degli anni Duemila. Aveva una scocca in acciaio inossidabile, un sistema di apertura scorrevole realizzato con grande precisione e suonerie composte dal musicista giapponese Ryuichi Sakamoto. Nokia produsse successivamente diverse versioni ancora più esclusive. Il Gold Arte era rivestito in oro a 18 carati e veniva venduto a un prezzo superiore ai duemila dollari. Gli esemplari originali completi possono ancora valere alcune migliaia di euro. Il problema principale è rappresentato dalle numerose imitazioni e dalle scocche non ufficiali applicate a normali Nokia 8800. Per attribuire un valore elevato sono necessari il codice esatto del modello, la confezione originale e, possibilmente, la documentazione d’acquisto. Anche lo stato del rivestimento è importante: graffi, scolorimenti e interventi di lucidatura possono ridurre considerevolmente il prezzo.


Il Nokia 8800 Sapphire Arte arrivò sul mercato nel 2008. La scocca combinava metallo e rivestimenti effetto pelle, mentre il tasto centrale conteneva una pietra di zaffiro che dava il nome al telefono. Il meccanismo scorrevole utilizzava cuscinetti a sfera, la memoria interna raggiungeva un gigabyte e il display era di tipo OLED. La confezione comprendeva anche una base da tavolo e, in alcuni mercati, un auricolare Bluetooth. Un esemplare completo, privo di graffi e con uno schermo ancora luminoso può raggiungere quotazioni importanti. Molti dispositivi hanno però display deteriorati, batterie ormai inutilizzabili oppure parti esterne sostituite. Come per il Gold Arte, il rischio di acquistare ricostruzioni o telefoni assemblati con componenti non originali è elevato. La scatola e il numero di serie possono incidere sul valore quasi quanto il telefono.


Il Motorola StarTAC Rainbow fu una versione multicolore dello StarTAC 70, prodotta nel 1997 principalmente per il mercato europeo. La combinazione di parti rosse, gialle, verdi e blu ricordava la Volkswagen Polo Harlekin commercializzata pochi anni prima. Secondo il Mobile Phone Museum ne furono prodotti tra 70 mila e 125 mila esemplari. Non è quindi rarissimo in termini assoluti, ma trovarne uno autentico, completo e ben conservato è difficile. Anche qui, il problema principale è la presenza di contraffazioni. Alcuni venditori riverniciano normali StarTAC oppure assemblano telefoni usando parti di colori diversi. Il museo stesso invita i collezionisti a prestare attenzione agli esemplari proposti online. Un Rainbow originale con scatola e accessori può valere diverse centinaia di euro e, in condizioni eccezionali, superare il migliaio. Le varianti realizzate con colori differenti da quelli commerciali sono spesso ricostruzioni oppure esemplari non destinati alla vendita e non devono essere confuse con il modello regolare.


Presentato nel 1989, il Motorola MicroTAC 9800X cambiò radicalmente l’aspetto dei telefoni portatili. Era grande circa la metà dei cellulari precedenti e introduceva uno sportellino ribaltabile che copriva la tastiera e conteneva il microfono. Pesava 270 grammi e veniva venduto negli Stati Uniti a 2.995 dollari. Il display era formato da LED rossi e la caratteristica antenna estraibile era in realtà decorativa: il telefono utilizzava un’antenna interna, ma Motorola temeva che il pubblico non avrebbe riconosciuto come cellulare un dispositivo privo della tradizionale asta esterna. Il MicroTAC rimase alla base di numerosi telefoni Motorola per quasi un decennio. Proprio per questo è importante identificare correttamente il 9800X originale, molto più interessante delle versioni successive e più comuni. Un esemplare completo e in condizioni eccellenti può valere diverse centinaia di euro. La presenza della scatola, dell’alimentatore, della batteria e dei manuali incide fortemente sulla valutazione.

Come capire se un vecchio cellulare vale davvero
Il nome del modello non basta. Due telefoni apparentemente identici possono avere valori completamente diversi a seconda della versione, del mercato per il quale furono prodotti e dello stato di conservazione. Un iPhone del 2007 usato può valere qualche centinaio di euro, mentre uno da 4 GB ancora sigillato ha superato i centomila dollari.
Prima di mettere in vendita un telefono conviene controllare il codice completo riportato sull’etichetta, spesso collocata sotto la batteria. Devono essere conservati anche scatola, caricatore, manuali, custodia, base da tavolo e qualsiasi certificato originale. Pulire aggressivamente il dispositivo, sostituire le parti esterne o tentare una riparazione può ridurne il valore.
Particolare attenzione va riservata alle batterie: quelle al nichel o agli ioni di litio possono perdere liquido, deformarsi o gonfiarsi. Non è opportuno collegare il telefono a un caricatore non originale soltanto per verificare se si accende.
Infine, bisogna distinguere fra prezzi richiesti e prezzi pagati. Gli annunci online possono indicare cifre arbitrarie, anche di decine di migliaia di euro. Per ottenere una valutazione realistica è necessario consultare aste concluse, risultati di vendita verificabili e operatori specializzati. Nel collezionismo tecnologico, una scatola ancora sigillata può valere molto più del dispositivo che contiene.
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