Disoccupati ai Mondiali: più di 70 giocatori ancora in corsa da domani senza contratto

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Se ci fosse un ufficio di collocamento del calciomercato internazionale, ci sarebbe bisogno di una sede distaccata in America per il Mondiale. Da domani, sarebbe particolarmente affollata. Solo considerando le 32 squadre che si sono qualificate alla fase eliminatoria, infatti, si possono contare ben 72 giocatori che allo scoccare della mezzanotte del 30 giugno si troverebbero senza squadra, quindi senza lavoro. Sono 72, più uno: è Memphis Depay, il cui contratto con il Corinthians scadrà il 31 luglio. L’olandese in questo ufficio potrebbe entrare chiedendo «chi è l’ultimo?» prima di mettersi in coda. In testa, tutti quei giocatori svincolati da squadre cipriote, liberi già dal 31 maggio. Tra questi Derrick Luckassen, fratello del bomber olandese Brobbey e autore del gol qualificazione del Ghana, ormai ex Pafos.

Chi pensa al ritiro: dopo Ochoa occhio a Modric

Ce n’è per tutti i gusti. Solo uno, per ora, si è tirato fuori: il portiere messicano Guillermo Ochoa ha già annunciato il ritiro a 41 anni (li compirà il 13 luglio) dopo sei Mondiali disputati. Altri ci pensano ancora, a cominciare da Luka Modric, leader tecnico ed emotivo della Croazia, ancora per 48 ore giocatore di un Milan già completamente diverso da quello su cui aveva scommesso un anno fa. O come Edin Dzeko, un gigante nel trascinare la Bosnia, dentro e fuori dal campo. E chissà cosa starà frullando nella testa di un altro splendido quarantenne come Vozinha, eroe per caso di Capo Verde in questa Coppa, uscito dall’oblio solo ora dopo una carriera a lungo divisa a metà tra porta e studio dentistico.

Il mercato chiama, Juve su Kessié e Stones

Ma se si parla di giocatori senza contratto, il riferimento vola a tutto ciò che comporta questa situazione sul mercato. Da una parte giocatori che fiutano la possibilità di firmare contratti ben più ricchi rispetto a quando un trasferimento deve passare dalla trattativa tra club. Dall’altra le società che possono mettere a segno quei colpi a parametro zero che spesso possono fare la differenza (anche) a bilancio, pur dovendo fare i conti con commissioni ad agenti che lievitano di pari passo con l’appeal del proprio assistito. E tra le società particolarmente attente a queste opportunità, c’è la nuova Juve targata Giovanni Carnevali: la rivoluzione dell’organico bianconero è in atto già da prima della staffetta con Damien Comolli, la lista della spesa di Luciano Spalletti è lunga-lunghissima e qualche colpo a zero può diventare decisivo. Con Franck Kessié che – per esempio – prende sempre più quota, nella Costa d’Avorio si sta confermando in ritmo da calcio vero anche dopo tre stagioni in Arabia Saudita, pur aspettando un playmaker naturale proprio Spalletti è rimasto colpito dal Mondiale dell’ex Milan in uscita dall’Al-Ahli. Segnali positivi quelli lanciati anche da John Stones, da tempo pallino del tecnico bianconero ma reduce da un lungo infortunio: il centrale lascerà il Manchester City, ha giocato la prima partita con la Croazia, è pronto a tornare in campo con l’Inghilterra ora che la Coppa entra nel vivo. Le richieste non mancano, solo in Italia oltre alla Juve ci sono anche Inter e Napoli su di lui.

Alaba e Goretzka chiamano la Serie A

Un percorso simile è quello di David Alaba, valore assoluto ma anche due-tre anni trascorsi più in infermeria che in campo con il Real Madrid: il capitano dell’Austria sta sfruttando la vetrina americana per farsi notare in crescita, il suo agente Pini Zahavi lo ha proposto a tutti i top club europei e italiani, super ingaggio e cartella clinica sono gli ostacoli che lo faranno restare disoccupato per qualche giorno ancora.

La lista dei big in coda all’ufficio collocamento è poi ancora lunga. Basti pensare a Leon Goretzka, altro campione di tutto con il Bayern Monaco, punto di riferimento nello spogliatoio di questa Germania: anche lui guardava alla Serie A con interesse, sembrava vicino al Milan, è nella lista della Juve ma non in cima, l’ipotesi Mls prende sempre più quota. Proprio negli Usa, dopo l’addio al Manchester United, potrebbe restare Casemiro, totem nel Brasile di Carlo Ancelotti, corteggiato dall’Inter Miami di Leo Messi di cui è stato grande rivale ai tempi del Real. Il contratto lo aveva invece Momo Salah, ha deciso di risolverlo con un anno d’anticipo insieme al Liverpool, è il sogno proibito della Juve mentre riflette sui ponti d’oro dell’Arabia Saudita. Quante storie che ci si potrebbe raccontare in coda, aspettando la chiamata giusta allo sportello.

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