Il doppio endorsement
«Il mondo guarda a noi. Oggi si vota in Brasile e si vota in Serbia. Sono paesi lontani, ma sono paesi amici per mille motivi. Quello che può diventare il presidente del Brasile era Pontida l’anno scorso, con la maglietta dell’Alberto da Giussano e quello che può essere riconfermato in Serbia è un amico». Dal palco del congresso federale della Lega a Milano, Matteo Salvini manda il suo sostegno ai due candidati impegnati nelle elezioni del 25 ottobre. Poche ore dopo, però, arrivano due sconfitte. In Brasile Lula batte Flávio Bolsonaro al ballottaggio e conquista il quarto mandato. In Serbia, invece, Vučić riconosce la vittoria della lista sostenuta dagli studenti, nata dopo quasi due anni di proteste. La coincidenza non passa inosservata sui social, dove alcuni utenti ironizzano sull’endorsement del leader leghista come una sorta di «garanzia di sconfitta». LEGGI ANCHE Il programma di Salvini: “Basta soldi e armi a Kiev”. Garavaglia: “La Lega non è di estrema destra” | Brasile, Lula rieletto presidente. Bolsonaro chiede l’annullamento, Trump lo sostiene | Serbia, Vučić riconosce la sconfitta: “Abbiamo perso le elezioni”
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