Eclissi 12 agosto, la guida completa: come guardarla, scegliere il punto perfetto, orari e fasi

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Dal primo contatto tra Sole e Luna alla totalità e oltre: sono le 5 fasi dell’eclissi totale di Sole in programma il 12 agosto. Dall’Italia sarà solo parziale, ma le regioni di nord-ovest che potranno però godersi uno spettacolo quasi completo con l’oscuramento del disco solare che supererà comunque il 90%. In Italia lo spettacolo avverrà con il Sole già prossimo al tramonto, a partire dalle 19:30 circa, e a seconda della posizione il massimo della copertura del Sole potrebbe avvenire persino dopo il tramonto. Si avvicina il giorno del fenomeno astronomico più atteso dell’estate, il 12 agosto con l’eclissi totale di Sole che sarà visibile da gran parte dell’Europa, dell’Africa Nord-occidentale e del Nord America, ma in Italia la copertura sarà solo parziale e varierà di molto in base al luogo in cui ci si troverà.

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L’eclissi del 12 agosto e le 5 fasi:

  • Il primo contatto avverrà quando il disco lunare inizierà a “mordicchiare” il Sole e che proseguirà per circa 30 minuti con la Luna che si immergerà sempre più nel disco solare.
  • La seconda fase sarà una delle più spettacolari, chi si troverà a vedere l’eclissi totale potrà godersi uno spettacolare “anello di diamanti”, perché quando l’ultimo frammento di Sole sarà ancora visibile si produrranno dei fasci di luce intorno alla Luna, dovuti anche ai crateri e le valli che segnano il nostro satellite naturale.
  • Nella terza fase inizierà la totalità, una “notte anticipata” che durerà al massimo 2 minuti e 18 secondi a seconda della posizione da cui la si osserverà.
  • Nella quarta fase, subito dopo, si potrà di nuovo tornare a vedere brillanti “perle di luce” attorno al disco lunare
  • Nella quinta e ultima fase lentamente la Luna tornerà a “liberare” il Sole.

Come scegliere il punto perfetto per guardare l’eclissi del 12 agosto 2026: la mappa

Come scegliere il punto perfetto per guardare l’eclissi del 12 agosto? Una mappa realizzata dal divulgatore scientifico Alessio Zanol, che tiene conto dell’impatto di montagne e altri rilievi sulla visibilità del fenomeno, aiuta a trovare i punti dove si potrà osservare meglio l’eclissi ma bisogna tenere conto di un particolare: sarà totale in Groenlandia, Islanda, Russia settentrionale, e poi ancora sull’Oceano Atlantico, la Spagna fino a una piccola porzione del Portogallo mentre in Italia sarà parziale. Le regioni italiane privilegiate sono quelle del Nord Ovest e la Liguria dove si potrà osservare una copertura del 95%. Sarà quindi fondamentale per chi si trova in altre regioni consultare la mappa posizionando il cursore in una delle località più vicine e verificare tutti i dettagli: l’orario in cui tramonterà il Sole, la presenza di ostacoli e la percentuale di oscuramento.

L’orario dell’eclissi

In Italia l’orario dell’eclissi dipenderà da quando tramonterà il Sole nella zona in cui ci si trova. Saranno quindi favorite le regione del Nord e scendendo man mano verso il Sud la percentuale scenderà. Alcuni esempi: se a Torino (nello specifico dal Colle della Maddalena) il fenomeno inizierà alle 19.28 e terminerà al tramonto che avverrà alle 20.27, a Napoli (dalla Collina dei Camaldoli) la durata sarà minore con una massima copertura alle 20.07 con l’eclissi non terminata perché il Sole sarà già sparito. A Ventimiglia raggiungerà il punto massimo del 94,8% alle 20.23, a Roma alle 20:11 con copertura tra il 58% e il 69% mentre a Palermo alle 19.59 con il 24,9% di diametro solare coperto.

Come guardare l’eclissi

  • Usa solo occhiali omologati per eclissi: devono rispettare la norma ISO 12312-2 ed essere integri, senza graffi o altri danni.
  • No agli occhiali da sole e ai metodi casalinghi: vetri affumicati, radiografie, negativi, CD e filtri improvvisati non proteggono la retina.
  • Attenzione a binocoli, telescopi e fotocamere: vanno usati esclusivamente con filtri solari specifici, posizionati correttamente davanti all’obiettivo.
  • Sorveglia i bambini: un adulto deve controllare che indossino correttamente gli occhiali e non li rimuovano durante l’osservazione.
  • Preferisci l’osservazione indiretta: camere oscure e proiettori stenopeici permettono di osservare l’immagine del Sole senza fissarlo direttamente.
  • In alternativa, affidati agli esperti: osservatori astronomici e associazioni specializzate possono offrire strumenti omologati e assistenza qualificata.

Che danni può provocare guardare l’eclissi senza protezioni

Guardare l’eclissi direttamente senza la protezione adeguata può provocare lesioni molto gravi agli occhi. Anche se durante l’eclissi il Sole si oscura in realtà la radiazione ultravioletta, quella infrarossa e la luce visibile ad alta intensità, continuano a raggiungere la retina e possono danneggiarla in modo irreversibile. La retina è una struttura estremamente sensibile situata nella parte posteriore dell’occhio, che ha il compito di trasformare la luce in segnali nervosi che il cervello poi interpreta come immagini; la sua esposizione diretta alla radiazione solare può provocare danni gravi e irreversibili.

Durante un’eclissi, la diminuzione della luminosità ambientale può generare una falsa sensazione di sicurezza che porta molte persone a guardare il Sole più a lungo del dovuto, cosa che aumenta il rischio di soffrire di una lesione nota come “retinopatia solare”, in cui le cellule responsabili della visione centrale vengono colpite in modo permanente. Uno degli aspetti più pericolosi è che questo tipo di danno di solito non produce dolore nel momento in cui si verifica, poiché la retina non dispone di recettori in grado di avvertire il problema, per cui una persona rischia di arrecare danno alla propria vista in modo inconsapevole. Anche esposizioni brevi possono essere sufficienti a provocare alterazioni visive importanti, soprattutto se si utilizzano strumenti ottici senza filtri adeguati o metodi di osservazione non omologati. Gli effetti di un’esposizione inadeguata a un’eclissi possono non apparire nell’immediato poiché in molti casi i primi sintomi insorgono diverse ore dopo l’osservazione. Tra i segni più comuni ci sono la visione offuscata, la difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti, la comparsa di un punto scuro o di una macchia fissa al centro del campo visivo, la distorsione delle linee rette e l’alterazione nella percezione dei colori, tutti indicativi di un possibile coinvolgimento della macula, la zona centrale della retina. Se uno qualsiasi di questi sintomi compare dopo aver osservato l’eclissi, è fondamentale evitare di sforzare la vista e recarsi il prima possibile da uno specialista per effettuare un esame completo. Sebbene non sia sempre possibile ripristinare completamente il danno, in caso di retinopatia solare una valutazione precoce consente di confermare la diagnosi, escludere altre patologie e stabilire un follow-up adeguato che contribuisca a proteggere la salute visiva a lungo termine.

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