Ora ci siamo. Dopo mosse, contromosse, riunioni e raccolta adesioni, la sfida per la Federcalcio entra nel vivo con Giovanni Malagò e Adriano Galliani pronti a duellare ufficialmente. Domani scadono i termini per le candidature delle elezioni in programma il 14 dicembre, convocate dopo il commissariamento della Figc dello scorso 6 ottobre per il mancato tesseramento dell’ex presidente e attuale commissario Malagò. Proprio per questo motivo e per evitare nuovi problemi legali, è stata istituita una commissione specifica per la verifica delle candidature alla presidenza federale e a consigliere federale in vista della prossima Assemblea elettiva.
Adriano Galliani, ex ad del Milan di Berlusconi
(lapresse)
Il commissario Malagò ha nominato Vincenzo Parrinello, generale della Guardia di Finanza in congedo ed ex pallavolista oltre ad aver ricoperto decine di incarichi dirigenziali nello sport italiano, a capo della commissione che sarà completata da Antonio Di Sebastiano e Ilaria Gioia. Lo scopo è quello di certificare la regolarità delle candidature presentate alla Segreteria federale nei termini previsti dallo Statuto, prima della loro pubblicazione sul sito della Federazione. La nomina porta anche la firma del segretario generale Marco Brunelli, al centro delle polemiche per il mancato controllo dei requisiti delle elezioni del 22 giugno (poi annullate dal commissariamento) e anche del confronto tra Malagò e Galliani, con quest’ultimo che vorrebbe sostituire Brunelli con Giancarlo Viglione.
L’intervista
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Superati i problemi del recentissimo passato, con i due sfidanti che si sono già tesserati nelle settimane scorse memori della lezione del commissariamento, la sfida elettorale può dunque iniziare. Tra oggi e domani, c’è tempo fino alle 23.59 del 4 novembre, Malagò e Galliani depositeranno le candidature con i loro programmi e l’accredito di almeno una componente. Il commissario Figc può contare sull’appoggio di 11 club di Serie A (quorum raggiunto nei giorni scorsi) con Roma, Napoli, Torino, Bologna, Fiorentina, Frosinone, Udinese, Monza, Parma, Genoa e Lecce a sostenerlo. Galliani, invece, è fortemente appoggiato da Inter, Atalanta e Como che stanno cercando di allargare il consenso. Perché Juve, Milan e Lazio non si sono ancora espresse, mentre Venezia, Sassuolo e Cagliari hanno deciso che prenderanno posizione solo dopo essersi confrontate direttamente con i candidati.

In ogni caso la Serie A esce spaccata da questo confronto. Nelle precedenti aveva candidato Malagò in modo compatto (18 voti su 20) ed era stata anche la locomotiva del cambiamento, dopo le dimissioni di Gravina per la mancata qualificazione al Mondiale dell’Italia. Ora, invece, non c’è una linea comune e questo pesa anche sulle altre leghe che non hanno preso posizione e aspettano di parlare con i due candidati. Dilettanti (34% dei potenziali voti), Serie C (12%) e Serie B (6%) possono spostare gli equilibri e insieme eleggere un presidente, anche se poi i voti si contano scheda per scheda. Galliani, senatore di Forza Italia ed ex ad del Milan di Berlusconi, sa di giocarsela e potenzialmente può già contare sul 30% espresso da calciatori e allenatori che hanno deciso di sostenerlo. Sarà una sfida all’ultimo voto.

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