Escalation in Libano, raid israeliani: 11 morti. Iran: taglia da 30mila dollari sui militari Usa

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Israele e Hezbollah si sono nuovamente scontrati nel sud del Libano, in una grave escalation. Il bilancio è di 11 morti e tre soldati israeliani gravemente feriti. Hezbollah avrebbe lanciato un drone esplosivo contro le truppe israeliane, secondo Netanyahu.

L’Idf ha quindi colpito un quartier generale del gruppo, uccidendo il comandante Ali Samir Al-Haj Hassan. Israele ha annunciato inoltre l’uccisione di un altro importante comandante di Hezbollah, Ali Muhammad Fakhr al-Din.

Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato i raid, definendoli un messaggio sui negoziati previsti a Roma. Gli Stati Uniti hanno chiesto chiarimenti a Israele, preoccupati per le conseguenze sul processo di pace.

Hezbollah ha minacciato una “risposta adeguata” e chiesto a Beirut di interrompere i colloqui con Israele. Il ministro della Difesa israeliano Katz ha minacciato nuovi attacchi, mentre Jared Kushner discuterà della crisi con Netanyahu.

Intanto si avvicina senza un accordo la scadenza della fragile tregua tra Iran e Stati Uniti, prevista per oggi lunedì 17 agosto. I negoziati sono in stallo e resta alta la tensione sullo Stretto di Hormuz, al centro dello scontro tra Washington e Teheran.

L’Iran ribadisce che Hormuz è sotto la propria sovranità e minaccia di chiuderlo, mentre Trump ha rivendicato il controllo della via navigabile. Il capo dell’esercito iraniano ha inoltre promesso una ricompensa di 30mila dollari per chi catturerà o ucciderà un militare Usa.

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