Dal palco del presidio in piazza del Nettuno a Bologna, Yossra Fakir ricorda lo zio Abderrahim Fakir, morto il 19 luglio durante un intervento della polizia al Pilastro: “Non era un numero, una notizia o un caso di cronaca: era una persona amata”. La nipote chiede risposte su quanto accaduto e su chi avesse il compito di intervenire e tutelare la sua vita. La Procura di Bologna ha aperto un procedimento per chiarire circostanze e cause della morte e ha iscritto sei persone nel registro delle annotazioni preliminari: quattro componenti dell’equipaggio sanitario e due agenti. Leggi anche: l’inchiesta sulla morte di Fakir e gli accertamenti della Procura e il malore della sorella Khadija durante il presidio.
Ansa
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