La sua sfida più grande Eros l’aveva vinta quando era appena adolescente. Era il 2020, l’anno del Covid. I medici gli avevano diagnosticato una miocardite che rischiava di allontanarlo per sempre dalla sua prima passione: il calcio. Un anno di stop e di cure, poi il recupero e la tanto attesa idoneità agonistica che gli aveva permesso di tornare sui campi da gioco: l’ultima stagione da attaccante con l’under 19 della Solese, società di Bollate. L’altra notte Eros Gagliardi è morto a Milano. Come passeggero, viaggiava su un monopattino che – pare dopo una mancata precedenza – si è schiantato contro un’auto. Avrebbe festeggiato i 19 anni il prossimo agosto. Sia lui sia il ventenne alla guida del mezzo elettrico, ferito in ospedale ma con ferite lievi, non indossavano il casco.
Eros è la sesta vittima di incidenti in Italia che hanno coinvolto monopattini. Negli ultimi sei anni e mezzo i decessi sono stati 97 – secondo i dati dell’Osservatorio Sapidata-Asaps, l’Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale -, 21 nel 2025, 23 nel 2024. E il parziale di quest’anno non deve ingannare, perché la stragrande maggioranza dei sinistri si concentra nei mesi estivi.
E’ stato proprio il “bonus mobilità”, introdotto dal governo per rilanciare il commercio negli anni della pandemia, a portare a un autentico boom dei mezzi elettrici in circolazione sulle nostre strade, specie nelle grandi città paralizzate dal traffico: oggi si stima che in Italia i monopattini circolanti siano non meno di 800 mila, e di questi appena 40 mila sono quelli in condivisione, affittati e gestiti dalle società di sharing. Un mercato che vale il 7% della mobilità urbana. Sono 13.500 a Roma, 6 mila a Milano, 4 mila a Torino. E gli incidenti? Sono tanti: una media di quattromila l’anno, vale a dire più di dieci al giorno. Di questi, otto su dieci riguardano sinistri con veicoli a motore. E sette su dieci coinvolgono conducenti giovani, nella fascia d’età che va dai 15 ai 29 anni.
Eppure di regole, negli ultimi anni, ne sono state introdotte tante. «Il nuovo Codice della strada voluto dal Governo Meloni ha introdotto regole chiare: obbligo del casco, assicurazione e divieto di viaggiare in due. Ma le norme, per essere efficaci, devono essere fatte rispettare», si affrettano a confermare i consiglieri lombardi di Fratelli d’Italia, che accusano il sindaco Beppe Sala. L’assessore regionale alla Sicurezza, Romano La Russa attacca: «A Milano c’è un clima di totale impunità. E ci sono stati 518 feriti solo nel 2026». Ma la questione è nazionale. Assoutenti parla di «far west» e chiede con urgenza l’istituzione di un tavolo tra istituzioni ed enti locali. «In tutte le città italiane è sistematica la violazione dell’obbligo del casco – spiega il presidente Gabriele Melluso – Viene poi regolarmente violato il divieto di trasportare passeggeri. Questo perché le multe nei confronti dei trasgressori sono poche, e senza l’applicazione delle sanzioni qualsiasi divieto rimane sulla carta e non viene rispettato».
Già, le multe. In mancanza di un database nazionale unico, basta guardare l’andamento nelle grandi città per comprendere una tendenza in decisa crescita. A Torino, tra il 2024 e il 2025, i verbali sono passati da 4.500 a oltre 12 mila. A Milano, nelle prime settimane successive all’introduzione di targa e casco obbligatori, la media era di 70 sanzioni al giorno. Contravvenzioni anche piuttosto salate, da 50 fino a 800 euro.

Quali sono allora gli obblighi per i conducenti di monopattini elettrici? Prima di tutto l’età: i mezzi elettrici sono vietati ai minori di quattordici anni. Il casco è diventato obbligatorio per tutti, maggiorenni compresi, dal 2024. Ma, a due anni di distanza, è anche la regola più spesso disattesa. Dallo scorso 16 maggio, invece, è diventato necessario il contrassegno adesivo, o targhino, da applicare su ogni monopattino, da richiedere attraverso la piattaforma Spid per prenotarne il ritiro presso gli uffici della Motorizzazione oppure le agenzie private di consulenza automobilistica. Una procedura burocratica che non starebbe funzionando alla perfezione, con attese infinite che stanno rappresentando un grattacapo non da poco per le società di sharing.
In ultimo, l’assicurazione. Il decreto governativo che la rende obbligatoria è datato 18 marzo, mentre la proroga scadrà il prossimo 16 luglio: la polizza dovrà coprire i danni verso terzi, come lesioni a pedoni o ciclisti o danni ad altri veicoli. I costi: secondo le prime stime, varieranno tra i 25 e i 150 euro l’anno.
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