Il caso Marilyn Manson e suore di Ferrara è chiuso. La rockstar americana non alloggerà nel convento di San Vincenzo, come anticipato solo due giorni fa da Alan Fabbri, sindaco della città Estense, ma dovrà trovare un’altra sistemazione in vista del concerto in programma il prossimo 11 luglio per l’edizione 2026 del Ferrara Summer Festival.
Il dietrofront delle religiose pare sia arrivato dopo il clamore che ha suscitato la notizia, trasformandolo in un piccolo caso. Sui social in molti avevano espresso dubbi e pareri contrastanti sulla decisione, a causa del personaggio in questione: una delle figure più controverse e affascinanti della storia del rock. Famoso per le sue performance definite provocatorie e sacrileghe.
Il dietrofront delle suore dopo il clamore
Del passo indietro fatto dalle suore ne ha parlato sempre il primo cittadino sui social, svelando anche che il convento in passato aveva già ospitato gli artisti: «Tutti gli anni, in piazza Ariostea, gli artisti hanno potuto riposare (anche gli Slipknot) – prima dell’esibizione – nel backstage del palco, che per l’occasione è sempre stato il convento delle suore di San Vincenzo» ha detto il sindaco.
Quindi, per Manson un’usanza consolidata si è rotta: «Purtroppo, dopo tutta questa attenzione mediatica sulla notizia, le suore hanno comunicato di aver ricevuto ordini dall’alto, quindi immagino dalla Curia – con cui non posso dire di avere ottimi rapporti – di ritirarsi dal supporto per tutto il Ferrara Summer Festival e non solo per il concerto di Marilyn Manson» ha affermato il sindaco Fabbri.
Il sindaco attacca la Curia
Il sindaco, che durante un’intervista radiofonica a Radio Radio aveva definito l’ospitalità delle suore come «qualcosa di straordinario e progressista» non ha condiviso la scelta: «Dispiace e sono certo che le suore non abbiano colpe, e colgo l’occasione per ringraziarle per il grande aiuto offertoci in questi anni». «Quando ci si trova di fronte a quella che, nel linguaggio ecclesiastico, potrebbe essere definita una pecorella smarrita, a maggior ragione bisognerebbe cercare il dialogo e accoglierla» ha aggiunto.
Infine ha espresso la sua perplessità su quanto accaduto: « Nella mia lunga esperienza politica ho capito che tutti abbiamo un terreno comune da cui partire per instaurare un rapporto. E invece questa chiusura a prescindere, da chi solitamente non manca mai di attaccarmi pubblicamente proprio su questi temi, mi lascia un po’ perplesso».
Ora il Comune si è già attivato per trovare una soluzione alternativa: «Siamo già al lavoro per trovare una nuova struttura. Peccato, questa sarebbe stata davvero una bella immagine e storia da raccontare».
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