Frontiere, nervi tesi Italia-Spagna fino a Ferragosto. Bruxelles media: “Misure temporanee”

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La diplomazia non va in vacanza. O almeno così sostiene il commissario Ue agli Affari interni Magnus Brunner, che ieri ha fatto sapere di aver avuto contatti con i ministri dell’Interno di Italia e Spagna. Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska «hanno confermato che i controlli alle frontiere interne sono temporanei», dice il politico austriaco, insistendo sui «progressi compiuti nella lotta all’immigrazione clandestina» e sulla «fiducia» tra gli Stati membri, «la nostra risorsa più preziosa». Per il momento i tentativi di Brunner non trovano ancora grandi riscontri nella quotidianità dei turisti. Se in Italia proseguono i controlli a campione, dalla mezzanotte di venerdì anche la polizia spagnola ha infatti iniziato a controllare i viaggiatori italiani negli aeroporti di Madrid e Barcellona. Poi la misura è stata estesa alle Baleari e alle Canarie, oltre che agli scali di Malaga, Siviglia, Bilbao, Alicante e Valencia. Secondo le stime spagnole, i controlli hanno riguardato il 5-10 per cento dei passeggeri dei 250 voli atterrati. Diverse migliaia di italiani e spagnoli sono così rimasti invischiati nella crisi aperta tra Giorgia Meloni e Pedro Sánchez. Entrambi, peraltro, in vacanza: il premier socialista nella canaria Lanzarote, la premier italiana – come rivelato da L’Unione Sarda – a La Maddalena, in Sardegna.

Complice il primo weekend di chiusura parlamentare, a Roma il clima sembra essersi almeno parzialmente rasserenato quando ambasciate e consolati italiani in Spagna hanno fatto sapere che i controlli erano a campione e non stavano penalizzando eccessivamente i turisti. «Lasceremo decantare», spiegano fonti diplomatiche. Sebbene «non c’è ancora aria di appeasement», come avverte uno dei consiglieri più ascoltati da Meloni, è vero che l’Italia «avrebbe potuto pareggiare» nuovamente lo scontro estendendo le misure ai primi di settembre. Anzi se la situazione (o l’interesse politico) dovessero richiederlo, la misura è tutt’altro che esclusa. Anche perché è stata poco digerita sia la solerzia con cui il governo spagnolo ha postato le foto dei controlli sia la motivazione – riportata nella lettera con cui la Spagna ha annunciato la sospensione di Schengen all’Ue ieri mattina – indicata da Sànchez: «la crescente pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale che interessa l’Italia» e le sue potenziali ripercussioni «sull’ordine pubblico e sulla sicurezza interna».

Un «atto d’accusa» nei confronti dell’Italia e della battaglia più cara a Meloni, su cui – nel governo – c’è chi giura arriveranno novità. In ogni caso Viminale e Farnesina, per ora, confermano che «resta ferma la volontà» di rivalutare la sospensione a Ferragosto. Prima Roma vuole osservare eventuali nuovi arrivi nell’exclave spagnola e consultare i report dell’intelligence. Una riflessione che lascia aperte tutte le porte e motiva l’ottimismo di Brunner. «Le autorità spagnole ci hanno assicurato che gli eventi a Ceuta non avranno effetti duraturi sull’area Schengen», scrive il commissario. E aggiunge: «È per questo che ci sono segnali dall’Italia che i controlli potrebbero essere revocati presto».

Difficile, però, garantire che sarà davvero così. Perché lo scontro è ormai soprattutto politico e affonda le radici non solo nella distanza ideologica tra Meloni e Sánchez, esponenti delle famiglie europee dei Conservatori e dei Socialisti, ma anche nella sfida elettorale che attende entrambi il prossimo anno. I rapporti erano del resto già al minimo sindacale. Meloni da premier non ha mai fatto una visita ufficiale a Madrid. Sánchez una sola, nel 2023. E nel maggio scorso, a Roma per un vertice Fao, il premier spagnolo fece visita a papa Leone ma non alla premier.

Ognuno gioca le proprie carte, con Roma – spiega un ministro – che «dopo l’ultimatum di venerdì non potrà però mollare fischiettando». Un velo di imbarazzo che pare essere colto anche dall’opposizione che, invece, chiede di chiudere subito la partita. «Meloni ha aperto un’inutile quanto dannosa crisi con la Spagna per cercare di recuperare consensi in Italia», accusa Peppe Provenzano del Pd. Ancora più duro Angelo Bonelli di Avs: «La questione di Ceuta, che ha portato alla sospensione di Schengen, è immotivata e falsa». Dal fronte opposto, Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, difende invece la scelta del governo: «La Spagna ha dei problemi con il controllo delle proprie frontiere e quindi è giusto che i Paesi dell’Unione europea prendano provvedimenti».

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