Non solo un piano di ristrutturazione tra i più duri della storia dell’industria manifatturiera con il taglio fino a 100 mila posti di lavoro a livello globale e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Volkswagen potrebbe valutare la cessione di alcuni asset strategici per finanziare la trasformazione industriale e sostenere gli investimenti che puntano sulla transizione all’elettrificazione e ai software. A riportarlo è il Financial Times.
Un primo passo c’è stato con la vendita del 51% della divisione specializzata in motori navali e industriali Everllence al fondo statunitense Bain Capital. Un’operazione da cui il gruppo automobilistico ha incassato 7,4 miliardi di euro. Il che ha permesso di razionalizzare il suo portafoglio e di valutare la divisione stessa all’incirca 10 miliardi di euro – sopra le stime iniziali –, debiti inclusi.
Ricavi assorbiti dai costi di ristrutturazione
Secondo quanto scrive il quotidiano britannico, tuttavia, il ricavato della cessione potrebbe essere assorbito quasi completamente dai costi di ristrutturazione interna. Per l’analista di Ubs Patrick Hummel, ciò renderebbe improbabile un aumento dei dividendi per gli azionisti. Anche perché, in generale, gli esperti di mercato stimano che il piano relativo alla riduzione della forza lavoro può generare ulteriori oneri straordinari per diversi miliardi di euro già nella seconda parte dell’anno.
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Negli ultimi quattro anni, Volkswagen ha visto l’incremento della pressione competitiva dei costruttori cinesi e a pagarne le spese sono stati i margini. Dall’arrivo di Oliver Blume come amministratore delegato della casa automobilistica, nel settembre 2022 il titolo ha perso quasi metà del proprio valore in Borsa. Per reperire nuove risorse, continua il Ft, dentro il gruppo starebbe prendendo corpo l’ipotesi di altre dismissioni.
Riflettori su Ducati e Lamborghini
Fra gli asset su cui i riflettori sono puntati ci sono Ducati e Lamborghini. Se per il primo Volkswagen aveva già valutato una possibile vendita in passato, poi ritirata, per il secondo gli advisor avrebbero rilanciato l’idea di una futura quotazione separata dal gruppo madre. A ciò si aggiungerebbero peraltro altri dossier, ovvero la possibile apertura del capitale della divisione batterie PowerCo, della società specializzata nella guida autonoma Admt e del marchio usa Scout.
Ciò rientrerebbe nell’ottica della cessione di quote degli asset non strategici, come è già avvenuto per l’unità di produzione di camion Traton. Nel frattempo, comunque, Volkswagen resta concentrata anche sulle partnership tecnologiche. A detta della Bild, sarebbe tutto pronto per l’interruzione dell’alleanza con Bosch, partita nel 2022, nello sviluppo di sistemi di guida assistita e di guida autonoma grazie al software Carlad. Nelle valutazioni interne, si starebbe parlando di ritardo tecnologico rispetto alla concorrenza e di una spinta alla ricerca di un nuovo partner entro settembre.
Il piano di ristrutturazione
Il piano di ristrutturazione fino a 11 miliardi pesa sul titolo. Nella mattinata di oggi, lunedì 29 giugno, le vendite prendono il sopravvento al Dax con un cedimento intorno all’1,5%. Gli analisti di Banca Akros notano che «il piano, attribuito a documenti presentati dall’ad Oliver Blume e citati da Manager Magazin, arriva poco dopo analoghi segnali di contenimento dei costi da parte del ceo di Porsche, Michael Leiters, che ha indicato l’intenzione di razionalizzare il portafoglio prodotti e aumentare le sinergie all’interno del Gruppo Volkswagen».

Secondo i broker, «il contesto rimane caratterizzato dalla debolezza della domanda in Cina e dalle pressioni geopolitiche, fattori evidenziati anche dal recente profit warning» di Bmw. Più nel dettaglio, la ristrutturazione prevede una riduzione degli investimenti del gruppo di circa il 15%, portando la spesa complessiva a poco più di 130 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, un calo di 100 mila posti di lavoro sui 657 mila dipendenti a livello globale, nonché la chiusura dei poli produttivi di Hannover, Zwickau ed Emden, oltre all’impianto Audi di Neckarsulm.
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