Garlasco, Andrea Sempio e Marco Poggi arrivati in procura per gli interrogatori

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A Pavia l’attesa era tutta per lui. Andrea Sempio – indagato per l’omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti di Chiara Poggi – è entrato in auto in procura a Pavia dove è stato convocato per essere interrogato. Ad attenderlo sia davanti all’ingresso principale che su quello secondario decine di giornalisti e telecamere. La difesa, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, hanno già annunciato ieri che non parlerà. ”Considerato che le indagini non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo” il 38enne commesso in un negozio di telefonia ”si avvarrà della facoltà di non rispondere”.

Delitto Garlasco, la legale di Sempio: “Nessun timore, tutto si chiarirà”

Un confronto che la difesa si riserva eventualmente di chiedere dopo la chiusura indagine sul delitto di Garlasco del 13 agosto 2007.

A quasi un anno dal mancato incontro (20 maggio 2025) “saltato” per un cavillo procedurale, contro Sempio è cambiato il capo d’accusa: è il solo indagato, non più in concorso con l’assassino Alberto Stasi o con ignoti, per aver ucciso con almeno 12 colpi (inferti con un’arma finora sconosciuta) la ventiseienne che avrebbe rifiutato delle sue avance sessuali.

Cosa c’è contro Sempio

Contro l’indagato c’è la perizia secondo cui il Dna è compatibile (con la linea maschile) con quello trovato sulle unghie della vittima – per la genetista Denise Albani è impossibile stabile se deriva da contatto diretto o trasferimento indiretto -; e l’impronta 33 lasciata, a dire di chi indaga, dall’assassino sulla scala dove Chiara Poggi è stata ulteriormente colpita alla testa. Impronta che per i consulenti dell’indagato non è attribuibile a lui. La Procura di Pavia – che non ha ancora fornito l’orario (rivisto rispetto alla Cassazione) in cui è avvenuto il decesso la mattina del 13 agosto 2007 – pare non credere all’alibi di Sempio, legato allo scontrino di un parcheggio di Vigevano, e sembra orientata – per supportare il movente – a inserire nella chiusura indagine anche le numerose chat a firma “Andreas” in cui emerge la presunta “ossessione” verso una ragazza, identificata dalla difesa in una barista e non nella vittima, sorella dell’amico Marco.

Convocato anche Marco Poggi

In contemporanea all’invito a comparire per Sempio è stato convocato in veste di testimone, e quindi dovrà rispondere, il fratello della vittima sentito l’ultima volta sempre il 20 maggio 2025. Il 37enne è chiamato (nuovamente) a rispondere alle domande su quali stanze della villetta di via Pascoli aveva accesso l’amico, ma anche sui rapporti tra la sorella e l’indagato, così come del contenuto dei video intimi della ventiseienne e di Stasi, protetti da password, trovati nel computer di casa. Se la perizia sul punto ha escluso tracce di visualizzazione di questi file, una recente consulenza della Procura potrebbe invece aver svelato altro. Nella testimonianza resa nel 2007 Marco Poggi aveva sostenuto di non aver mai visto quei contenuti, video che invece per chi indaga potrebbero essere centrali nel movente del delitto.

Ieri è stata la giornata delle gemelle Cappa

Ieri sono state sentite le cugine di Chiara, Paola e Stefania Cappa, testimoni nell’ambito anche della prima inchiesta che portò alla condanna di Stasi. «In occasione delle audizioni, entrambe di breve durata, le nostre assistite hanno rinnovato lo spirito collaborativo manifestato sin dall’inizio delle indagini nel rispetto dell’autorità inquirente», hanno puntualizzato i legali delle due donne
che hanno deposto senza la presenza dei magistrati e degli avvocati, ma solo dei carabinieri di Milano a cui è affidata la parte operativa dell’inchiesta. La Procura di Pavia, quando avrà chiuso le nuove indagini con il deposito di tutti gli atti dell’inchiesta su Sempio cominciata oltre un anno fa, potrebbe mettere a disposizione gli atti anche della difesa di Alberto Stasi, per una richiesta di revisione del processo degli stessi difensori che già avevano partecipato al maxi incidente probatorio genetico e sulle impronte trovate in casa Poggi. Il deposito della chiusura delle indagini, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, non sarebbe però imminente.

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