A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la storia giudiziaria di Garlasco ha un importante capitolo anche a Brescia, dove la Procura si prepara a chiudere uno dei fascicoli più delicati: quello sul presunto pagamento di denaro che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato destinato all’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti per favorire l’archiviazione di Andrea Sempio nel 2017 nella prima indagine a suo carico sull’omicidio di Chiara Poggi. I pubblici ministri Donato Greco e Alessio Bernardi attendono per la prossima settimana l’informativa finale della giustizia della Polizia. Subito dopo dovrebbe arrivare l’avviso di conclusione delle indagini.
Il fascicolo ruota attorno a un appunto trovato in un quaderno-rubrica nell’abitazione della famiglia Sempio : poche righe, considerate dagli inquirenti una possibile indizio chiave della presunta corruzione. “Venditti gip archivia per 20-30 euro” mentre sul retro del foglio si legge: “Se archivia indaggine (scritta proprio con due g), non può essere indagato per lo stesso motivo il Dna”. Secondo l’impostazione dell’accusa, a versare quella somma sarebbe stato Giuseppe Sempio , padre di Andrea, indagato come presunto corruttore. Il denaro, è l’ipotesi, sarebbe servito a condizionare l’esito della posizione del figlio, anche all’epoca coinvolta negli accertamenti sull’omicidio di Chiara Poggi. Andrea Sempio , amico del fratello della vittima, era stato poi archiviato. Il nome di Venditti compare anche in un secondo filone bresciano, quello ribattezzato “sistema Pavia”, nel quale risultano coinvolti anche i pm Pietro Paolo Mazza e Cristiano D’Arena.
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Le contestazioni, a vario titolo, sono corruzione e peculato e riguardano l’affidamento dei noleggi degli apparati per le intercettazioni e delle auto utilizzate dalla Procura pavese. Secondo l’accusa, alcuni mezzi sarebbero stati richiesti in misura non proporzionata alle esigenze investigative e destinati anche a usi privati. Su questo punto, però, il tribunale del Riesame di Brescia ha già ridimensionato il quadro, osservando che “non emergono elementi investigativi tali da dimostrare che le auto noleggiate non fossero utilizzate per le indagini ma per esigenze personali dei magistrati”.
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dalla nostra inviata Monica Serra

Il 18 maggio, giorno in cui scadono i termini dell’indagine sul “sistema Pavia”, è fissato a Brescia l’incidente probatorio chiesto dalla difesa. Saranno ascoltati cinque sostituti procuratori allora in servizio a Pavia: Valeria Biscottini, Valentina De Stefano, Alberto Palermo, Roberto Valli e Andrea Zanoncelli. Due fascicoli diversi, ma destinati a riportare al centro della scena nazionale il ruolo di Venditti e l’ombra lunga del caso Garlasco.

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