Gaza, la vita oltre le macerie: la foto simbolo della bimba sospesa sulla città ferita

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Per un istante, la bambina resta sospesa in aria, tra cielo e terra.

Sotto di lei, il papà spalanca le braccia. Tutto intorno si radunano dei bimbi a osservare la scena. Dietro di loro c’è un paesaggio che nessun bambino dovrebbe conoscere: cemento a pezzi, acciaio ritorto, resti di case che un tempo custodivano fotografie, cartelle, abiti da sposa dei nuclei famigliari e tutte le piccole cose di cui sono fatte le vite normali.

Tuttavia, lo sguardo dei presenti torna alla bambina. La guerra ha impiegato anni a cercare di imporre un’unica immagine di Gaza: la devastazione. In questa foto è ovunque. Le macerie saturano ogni angolo di questo scatto. Dominano l’orizzonte. Parlano di perdite così enormi da essere difficilmente quantificabili.

Eppure, nello scatto si affaccia testarda la vita. Per anni Gaza ha vissuto all’ombra della morte. Le famiglie hanno seppellito i loro cari, hanno cercato i dispersi, sono scappate da un rifugio a un altro, hanno visto sparire strade a loro ben note sotto cumuli di polvere e macerie. Le case sono state spazzate via. I loro vicini sono spariti. Il futuro sembra svanire anch’esso.

Qualcosa, però è sopravvissuto con tenacia. Forse, si tratta di quello che questo scatto ha saputo cogliere meglio di qualsiasi titolo di giornale.

Quegli stessi padri che hanno scavato tra le macerie alla ricerca di sopravvissuti, adesso lanciano in aria i loro bambini. Quelle stesse madri che hanno sopportato mesi di paura, fame e sfollamenti mettono al mondo nuove vite. In tutta Gaza nascono bambini. Talvolta nascono nelle tende sferzate dal vento e dalla pioggia che penetrano all’interno. Il primo vagito dei neonati spesso si leva da posti dove non era previsto che si affacciasse una nuova vita, ma porta con sé le stesse promesse di ogni neonato in qualsiasi punto della Terra.

La vita va avanti.

Dove prima risuonava il boato delle esplosioni, adesso si sentono canti di nozze. Le coppie di sposi si danno appuntamento tra le strade distrutte e gli edifici fatiscenti per celebrare i matrimoni posticipati dalla guerra. Sullo sfondo del grigiore delle macerie, spiccano i candidi vestiti. Il silenzio è rotto da una risata. Le vecchie tradizioni, semi-sepolte dal dolore, si affermano ancora una volta.

La scena ripresa in questo scatto riflette questa stessa storia. È la storia di un popolo che raccoglie i frammenti sparsi della propria vita e cerca di risistemarli, dando forma a qualcosa che assomigli alla normalità. Un muro ricostruito. Una tenda montata accanto a una casa distrutta. Bambini che inventano giochi dove non esistono più giardinetti. Genitori che compiono piccoli miracoli quotidiani, dando vita a momenti di gioia quasi dal nulla.

Come la fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri, la vita continua. Non perché le sofferenze siano finite. Non perché le ferite si siano rimarginate. Le macerie sono ancora qui. I posti vuoti a tavola restano vuoti. I ricordi non se ne vanno. Ma resta anche l’amore. L’amore per i bambini. L’amore per la propria casa. L’amore per quel fazzoletto di terra dove le generazioni precedenti hanno lasciato le loro impronte.

Il padre che lancia in aria la sua bambina sopra le macerie non sta scappando dalla realtà. La abita. Sa esattamente quello che li circonda. Ma, per un istante effimero, regala alla piccola qualcosa di più forte della distruzione sottostante: la sensazione che il mondo possa ancora riservare meraviglia.

Questo è il messaggio silenzioso che traspare da questa fotografia. Gli edifici saranno anche crollati. Intere strade saranno anche scomparse. Ma l’istinto umano che spinge ad amare, sperare, festeggiare, mettere al mondo bambini e immaginare un futuro non è rimasto sepolto sotto le macerie. E così, tra i detriti, una bambina vola in aria, una risata sconfigge la gravità, mentre sotto di lei una città ferita continua nel difficile e tenace compito di restare viva. Traduzione di Anna Bissanti

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it