
“Come famiglia abbiamo aderito all’idea di fare questo film perché la storia di Giulia non si esaurisce nelle ultime ore della sua vita, ma è quella di una giovane donna che per 22 anni è stata libera di scegliere, anche se forse ha pagato alcune sue scelte con la vita. Per noi era importante che la sua storia non rimanesse un fatto e un dolore privato, ma raccontato opportunamente, arrivasse a tutti perché fatti come questo non si ripetano”. Gino Cecchettin, visibilmente commosso, ha lanciato questo messaggio ai ragazzi del Giffoni Film Festival, molti dei quali coetanei di sua figlia Giulia, uccisa l’11 novembre 2023, nel presentare le prime immagini del film sulla sua storia: “Se domani non torno”, che uscirà il 5 novembre, racconterà soprattutto la vita quotidiana di Giulia, le sue scelte, i suoi studi, il desiderio di iscriversi alla Scuola Comics di Reggio Emilia, i suoi sogni, anziché concentrarsi sul femminicidio commesso dall’ex fidanzato Filippo Turetta, poi condannato all’ergastolo. “Raccontare, può salvare una vita”, ha proseguito Cecchettin, che alla figlia aveva dedicato il libro “Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia”, uscito nel 2024 e fonte d’ispirazione per questa trasposizione su grande schermo. “Questo film vi chiede di guardarvi dentro e attorno, perché la violenza non nasce all’improvviso. Nasce prima, dalla gelosia scambiata per amore, da un controllo chiamato attenzione. Per troppo tempo hanno insegnato ai ragazzi che essere uomini significa essere invincibili e controllare tutti, ma questa non è forza, è una prigione. La vera forza è quella di rispettare un no e amare senza possedere. Alle ragazze dico di non rinunciare mai ad essere voi stesse per paura di perdere qualcuno: una relazione in cui bisogna smettere di essere se stessi per essere amati, non è amore. E l’amore vero non restringe la libertà, la fa crescere”.
Sul palco sono saliti anche la regista Paola Randi e gli attori Sabrina Martina, che interpreta Giulia, Tecla Bossi che è sua sorella Elena e Tommaso Allione che è il fratello Davide (mentre Gino sarà interpretato da Filippo Timi). “Sono scesa in piazza come altre volte a novembre 2023. Ma questa vicenda ha segnato uno spartiacque, perché ha creato una forza collettiva diversa rispetto ad altre manifestazioni sulla violenza di genere avvenute in precedenza, portando noi giovani a parlarne apertamente”, ha detto Martina che interpreta Giulia, “e finalmente nel dibattito pubblico si è iniziato a usare il termine di femminicidio anziché altri che invece prima minimizzavano questi fatti”. “La responsabilità di girare questo film era enorme”, ha dichiarato la regista, “ma nel dialogo con Gino e la sua famiglia abbiamo capito la necessità di narrare questi fatti, perché la narrazione, soprattutto in una sala cinematografica dove si ha la possibilità di immergersi e partecipare ad una storia, condividendola con gli altri spettatori, può contribuire a costruire un pensiero critico, che può cambiare la realtà. Elena ha detto: per Giulia non fate un minuto di silenzio, per Giulia fate rumore. Questo è il nostro modo di fare rumore”.
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it



