
«La clausola originaria era quella sulla difesa ed era 1,5% all’anno. Quello che c’è di nuovo è che nell’ambito di questo 1,5% uno 0,3% l’anno, per un massimo di 0,6%, può essere dedicato alla sicurezza energetica. Noi sicuramente chiederemo tutto il massimo, quindi 0,3% più 0,3% uguale 0,6%». Per la parte di difesa invece «non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%». Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a margine delle comunicazioni alla Camera sulla clausola di salvaguardia. A chi gli domanda della possibilità di chiedere spese già effettuate al 28 febbraio, il ministro Giorgetti ha ricordato che «questo lo dice la decisione della Commissione Ue, che precisa il tipo di spese e e come si possono utilizzare, quindi non è una decisione nostra e dovremo muoverci all’interno delle prescrizioni della Commissione, che ha fatto molta fatica a riconoscere questa eccezione sull’energia ma l’ha ricondotta a determinate fattispecie».
«In base alle esigenze indicate dal Parlamento e dai ministeri competenti saranno avviate le attività istruttorie con la Commissione Ue per la definizione degli interventi in materia di sicurezza energetica che potranno interessare famiglie, attività produttive, infrastrutture energetiche di trasporto e più in generale il settore pubblico. Tali interventi saranno coordinati con quelli previsti dal piano sociale per il clima», ha fatto sapere Giorgetti.
Sono escluse dalla clausola di salvaguardia per le spese energetiche «misure che tendono ad attenuare provvisoriamente la crisi in atto come quelle sulle accise o sussidi diretti e indiretti e al settore privato che non portano ad un miglioramento strutturale»., ha aggiunto il ministro dell’Economia.
Nel dettaglio: «Lo scostamento che andremo a proporre al Parlamento a settembre-ottobre sarà lì definito in termini puntuali, sia quantitativi sia di temporalizzazione. Perché molto si interseca rispetto all’uscita dalla procedura per deficit eccessivo che sarà in qualche modo definita o formalizzata in un senso o nell’altro soltanto a fine settembre», ha detto il ministro Giorgetti, rispondendo in replica alla Camera dopo le comunicazioni sulla clausola di salvaguardia nazionale. «E siccome questo scostamento verrà autorizzato dal Consiglio dell’Ue solo se garantirà nel lungo periodo della sostenibilità della finanza pubblica, noi dobbiamo sapere in funzione degli esiti di questa procedura se la sostenibilità può essere garantita e come rispetto al diverso dispiegamento delle possibilità di scostamento», ha detto.
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