Gli Houthi all’Italia: “Non siamo in guerra con voi, ma i vostri aerei sono lì”. Riad sotto attacco

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L’offensiva degli Houthi bussa alla porta del cuore del Regno saudita: l’allarme aereo è suonato per la prima volta dall’inizio del conflitto nei cieli di Riad, dove le esplosioni per gli attacchi dei ribelli hanno svegliato i residenti della capitale nel cuore della notte. Fiamme e una colonna di fumo nero si sono levate vicino all’aeroporto della città, con i vigili del fuoco impegnati a spegnere un incendio che ha coinvolto un serbatoio di carburante del colosso petrolifero Aramco. Azioni che indicano la volontà dei ribelli di alzare la posta del conflitto, all’indomani dell’attacco che venerdì ha colpito un Eurofighter italiano fermo all’interno della base saudita di Ta’if.

«La nostra è una resistenza armata legittima di fronte alla prolungata aggressione saudita» e «non siamo in guerra con l’Italia e non intendiamo coinvolgere il vostro Paese», ha messo in chiaro Muhammad Mansur, funzionario del ministero dell’informazione del governo Houthi a Sanaa, parlando con l’Ansa. “Ma ci chiediamo cosa ci fanno gli aerei italiani in Arabia Saudita a sostegno della guerra di Riad contro di noi”, ha dichiarato polemicamente.

Cosa è successo ieri

All’Onu la condanna dell’attacco degli Houthi all’Arabia

Il Segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo Jassim Mohammed Al-Budaiwi hanno condannato gli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita, l’aver colpito obiettivi civili e la minaccia che questi rappresentano per la sicurezza e la stabilità nella regione. Parlando a margine dell’81ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, hanno inoltre esaminato la cooperazione tra il Consiglio e le Nazioni Unite e discusso le modalità per rafforzarla, insieme a una serie di altre questioni regionali.

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