House of the Dragon, l’eterna danza del potere

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I Targaryen sono tornati. Sempre più agguerriti. E pazzi. La terza stagione di House of the Dragon, prequel di Il Trono di Spade, si apre infatti con una battaglia epica, che inaugura quella che nei romanzi di George R.R. Martin è chiamata “la danza dei draghi”. Che non ha niente di romantico nonostante il nome. Troviamo ormai due schieramenti consolidati, i Neri, guidati da Rhaenyra e Daemon Targaryen (Emma D’Arcy e Matt Smith), e i Verdi, che fanno capo ai figli di Alicent Hightower (Olivia Cook), ovvero re Argon II (Tom Glynn-Carney) e Aemond Targaryen (Ewan Mitchell). Ognuno di loro possiede un drago e ormai è chiaro che sono tutti più che pronti a usarlo.

I nuovi episodi, 8 in totale, arrivano il 22 giugno su HBO Max e su Sky e NOW, dopo un’anteprima faraonica al Taormina Film Festival. La sete per il potere e la brutalità che ne deriva continuano a essere al centro del discorso. E, nonostante quello di House of the Dragon sia un mondo fantasy immaginario, le similitudini con la nostra realtà sono sempre più palesi. Uno dei pochi protagonisti senza drago, Ser Criston Cole, membro della Guardia Reale e amante di Alicent, dice che, alla fine, in guerra tutti diventano delle bestie. Ser Gwayne Hightower, nobile, gli dice che è così solo se si calpestano i propri principi. Chi ha ragione? Per l’attore Fabien Frankel, che ha il ruolo di Cole: «Voglio credere che non sia così: è un sistema di valori davvero triste. Ma penso sia un modo di pensare sintomatico del viaggio fatto dal mio personaggio. In certi momenti della mia vita mi sono sentito come lui, ma penso che effettivamente abbandonare i propri principi generi mostri. Specialmente se lo fanno le persone con il potere, che ci governano. Infatti la domanda che bisognerebbe farsi è se non fossero già bestie prima di essere elette. Perché se sei pronto ad abbandonare i tuoi principi forse non li hai mai avuti davvero».

D’accordo Olivia Cook: «Sì i Targaryen si comportano con i draghi come fanno i ricchi nel nostro mondo, in cui non c’è nessun miliardario con un’etica. Sono interessati solo ad accumulare ricchezza, senza nessuna bussola morale. Si sono isolati dal resto della popolazione, quasi come se non facessero parte dell’umanità. I nostri personaggi fanno lo stesso: accumulano talmente tanto potere da non avere più alcun contatto con la realtà».

In questa terza stagione vediamo che, oltre ai protagonisti, la nuova generazione scalpita per poter partecipare alla lotta: Jacaerys Velaryon, figlio di Rhaenyra, insiste per combattere, mentre Baela e Rhaena Targaryen si allenano a guidare i propri draghi, per essere pronte a ogni evenienza. Se anche i giovani non imparano dagli errori dei propri genitori, che speranza c’è nel futuro? Per Cook: «Psicologicamente è devastante». D’accordo Frankel: «Trovo sconcertante l’influenza negativa che hanno sui giovani le persone più mature, che in teoria dovrebbero guidarli. Sì, gli effetti sono devastanti: si entra in un loop infinito».

Per Harry Collett, che interpreta proprio Jacaerys: «Se avessi un drago nel mondo reale proverei a farci dei soldi: organizzerei dei tour e farei pagare un biglietto per vederlo. Tornando seri: il mio personaggio è un ragazzino. Quando comincia a intravedere la possibilità di una corona, questo gli dà alla testa e comincia a fare cose a cui non aveva mai pensato. Credo che il potere dia alla testa a tutti, più giovani e adulti. Certo, quando sei molto giovane perdi il controllo ancora più facilmente». D’accordo Tom Glynn-Carney, il cui personaggio una corona ce l’ha davvero: «Quando ti abitui a un certo stile di vita è come se vivessi continuamente in una echo chamber: pensi che la realtà sia quella e non accetti che qualcuno metta in discussione le tue decisioni. E questo diventa molto pericoloso, soprattutto se, come Aegon, prendi decisioni che hanno conseguenze su un intero paese. Il fatto che chi governa non sia in grado di mettersi nei panni della gente normale, che vive in modo completamente diverso, è molto grave».

Bethany Antonia e Phoebe Campbell sono le sorelle Baela e Rhaena, su carta tra i personaggi più positivi. In realtà nei nuovi episodi diventeranno la dimostrazione che le buone intenzioni lastricano la via dell’inferno: «Sono molto legate alla loro famiglia e per aiutarla farebbero di tutto. Nel cercare di farlo però finiranno per diventare una versione di loro stesse che non avrebbero mai immaginato. Ci provano davvero a fare del bene, moltissimo, ma non è sicuro che questo porti ai risultati sperati. Giudicherete vedendo la serie».

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