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I segni sul corpo e la Panda danneggiata: così si cerca la verità sul bimbo investito dall’amante furiosa

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Dopo due settimane dalla tragedia scampata, dalla sua cella del Lorusso e Cutugno Camilla D’Alessandra continua a negare di avere provato ad uccidere in auto il fidanzato, o la donna con cui lui la tradiva, investendo invece un bambino di 5 anni, il figlio di lei. «È stato un incidente, non volevo colpire quel bimbo», ripete la barista di 24 anni al suo avvocato Cristian Scaramozzino.

Qual è l’accusa

Ma secondo la procura, e il gip che ha ordinato che la giovane debba restare in prigione, D’Alessandra avrebbe cercato di investire volontariamente o l’uomo che le prometteva un figlio, o la donna con cui lui, all’insaputa dell’indagata, aveva una seconda relazione. La Panda gialla della ragazza aveva colpito uno dei due figli che la donna teneva per mano. «Lei è la mia compagna, Camilla è la mia amante» aveva svelato il fidanzato di D’Alessandra ai carabinieri dopo quella notte assurda, aggiungendo: «Io credo che lei puntasse a me».

La domanda chiave

Fu davvero un incidente o un tentato omicidio? Per capirlo, la pm Rossella Salvati, titolare dell’inchiesta, ha ordinato due consulenze tecniche. Hanno lo stesso obiettivo: «Accertare l’effettiva dinamica dell’investimento». La prima, ingegneristica meccanica, sarà svolta dal professore Giorgio Chiandussi. L’esperto dovrà «accertare – così ordina la pm – la dinamica del sinistro, le modalità dell’investimento, la posizione e i movimenti dei soggetti coinvolti, la velocità e la condotta di marcia del veicolo, le condizioni dei luoghi e la visibilità, nonché la prevedibilità ed evitabilità dell’evento». La seconda consulenza, affidata al medico legale Roberto Testi, dovrà «accertare la natura e l’entità delle lesioni riportate dal minore a seguito del sinistro, la loro compatibilità con la modalità dell’investimento, l’eventuale sussistenza di postumi permanenti». Non solo. Dovrà fare luce anche sul «nesso causale tra l’evento e le conseguenze lesive, nonché accertare l’effettiva dinamica dell’investimento».

A che punto è l’indagine

Per la procura è importante che i consulenti lavorino in parallelo e insieme. I segni rimasti sul corpo del bambino ferito, che ha 5 anni e oggi sta molto meglio, possono «parlare». Così come quelli rimasti sulla Panda. Il lavoro di squadra permetterà, spera la procura, di ricostruire il quadro di quanto accadde la sera del 26 settembre tra via Pinelli e via Industria. «Sulla mia macchina c’è un parabrezza spaccato, è stato il mio fidanzato a romperlo» aveva detto l’indagata dopo l’arresto. Anche gli aspetti sollevati dalla difesa diventeranno forse più chiari dopo che i consulenti avranno terminato i lavori.

La donna in carcere: accusa e difesa

«D’Alessandra, a dispetto della sua incensuratezza e giovane età, denota un’allarmante incapacità a contenere la propria rabbia e i correlati impulsi lesivi», ha scritto il gip che ha confermato alcuni giorni fa il carcere per la 24 enne, che avrebbe «una gestione dei rapporti interpersonali improntata alla gelosia e al controllo morboso e ossessivo». «Non volevo fare male a nessuno – la versione di lei – dopo avere passato la notte con me, il mio fidanzato era sparito per ore. Mi ero messa cercarlo in auto. Non ho investito nessuno di proposito».

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