La brutale prova di forza fra Washington e Teheran è entrata in una zona grigia a vantaggio dell’Iran. Né guerra né pace, blocchi navali contrapposti, aggressività in diplomazia pubblica, negoziati indiretti a distanza in diplomazia dietro le quinte. Gli iraniani, pazienti, ci vanno nozze. La tregua gli fa tirare il respiro. Donald Trump è invece impaziente. Il prezzo della benzina sale inesorabilmente. Viziati anche dalle sue promesse anti-elettriche, gli automobilisti americani sono ancora meno pazienti di lui. Se la causa è la chiusura di Hormuz, lo Stretto va riaperto. Negoziando non ci si riesce, dunque di forza. Facendo saltare il blocco iraniano di Hormuz. L’idea di “liberare” le navi (centinaia? ) “imprigionate” nel Golfo è tutta lì. I benefici energetici saranno dilazionati, ma intanto Donald riprende l’iniziativa.
Nel Golfo, essendo debole in diplomazia, il presidente americano gioca sulla forza, aereo-navale, in cui è infinitamente superiore alla Guida Suprema. Sulla scena internazionale, lancia invece avvisaglie diplomatiche. Muscolari con l’Europa – vi ritiro le truppe, metto dei dazi e non vengo al G7 di Evian; colloquianti con Vladimir Putin, invitato al G20, intanto contattato telefonicamente, e Xi Jinping, visita in Cina il 14-15 maggio, salvo nuovo rinvio; riconcilianti con Leone XIV. Se Il Pontefice da Chicago ha accettato di ricevere il Segretario di Stato Usa deve attendersi qualche dialogante ramoscello di olivo. In Vaticano non si entra sul piede di guerra. Ma quanta pace porta Marco Rubio all’incontro con Papa Prevost che ne ha fatto la costante di tutti i recenti interventi, durante il viaggio in Africa e, ancor più fermamente, nel Messaggio Pasquale? Il cessate il fuoco con l’Iran è segno di voler negoziare – a condizione che per forzare il blocco di Hormuz non si riaccenda la guerra – ma per il Pontefice e per il Vaticano non c’è solo Teheran, e il condivisibile alibi «l’Iran non dovrà mai avere la bomba atomica», c’è il Libano, c’è Gaza, c’è la Cisgiordania, ci sono Gerusalemme e il Cardinale Pizzaballa.
Cosa fa l’amministrazione Trump per tenere a freno Benjamin Netanyahu e il partito dei coloni che vuole spingere i palestinesi, musulmani e cristiani, fuori da «Giudea e Samaria»? Rubio non ha risposte. A differenza di tutte le precedenti amministrazioni americane, compresa quella Biden all’indomani dell’eccidio perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023, Donald Trump non fa niente. Il piano per Gaza è immobile e dimenticato. Anzi, gli Usa hanno appena annunciato la chiusura del Centro di Coordinamento Civile-Militare per Gaza, che avrebbe dovuto monitorare il cessate il fuoco tra Israele e Hamas e dare impulso agli aiuti umanitari alla Striscia. Sorvolando sulla minacciata distruzione dell’antica “civiltà” persiana, la linea americana sull’Iran è difendibile con tre argomenti: stiamo negoziando non bombardando; il programma nucleare di Teheran va fermato; Hormuz va riaperto prima che causi un’emergenza energetico-agricolo-umanitaria e una recessione mondiale. Sulla Palestina e i palestinesi Israele è indifendibile. Non solo in Vaticano. Anche con l’Italia.
Roma è capitale di due Stati e la visita di Rubio ha lo scopo di ricucire con entrambi. Con la Santa Sede in una prospettiva a lunga scadenza, guardando anche al quinto di popolazione americana di fede cattolica a cui non si può andare a raccontare che il Pontefice deve «stare attento quando parla di teologia». Il Segretario di Stato, nato e cresciuto cattolico, avrà più tatto del brusco Vice Presidente, convertitovisi. Con l’Italia vuole riavvicinare in tempi stretti. Nel sibillino linguaggio del Dipartimento di Stato vuole parlare di «interessi di sicurezza condivisi e allineamento strategico». Tradotto: di Nato e di sostegno italiano agli Usa in Iran, dopo la netta presa di distanza del governo italiano nei giorni scorsi, culminata nella “degradazione” di Giorgia Meloni da parte di Donald, da «donna fantastica» a «delusione». Preludio a un’entrata a gamba tesa pro-Matteo e anti-Giorgia nella politica interna italiana? Rientrerebbe nel manuale Mega (“Make Europe Great Again”).
Tuttavia, un reciproco desiderio di ricucitura fa da sfondo alla visita del Segretario di Stato. Quanto realizzabile? Malgrado la buona volontà i margini sono ristretti su entrambi I versanti. La posizione italiana sull’Iran non cambia. È escluso qualsiasi diretto sostegno ad azioni militari americane contro Teheran. Certo, finché dura il cessate il fuoco possono essere allentate le restrizioni a suo tempo poste all’utilizzo della basi Usa in Italia. Ma non andare oltre. Dal canto suo, Marco Rubio si deve muovere con i piedi di piombo. Nulla di quanto dirà alla trimurti della politica estera e di sicurezza – presidente del Consiglio, ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto – può vagamente apparire non in sincronia con Donald Trump. Il che è normale se non fosse per il fatto che il Segretario di Stato non sa cosa il suo Presidente dirà o farà col prossimo annuncio via Truth Social. Non sapendo cosa sia in arrivo, non può rassicurare più di tanto. Si è già trovato nella situazione un paio di mesi fa alla conferenza sulla sicurezza di Monaco. Fu conciliante sui rapporti transatlantici. Fu accolto con – giustificato – scetticismo.
La visita di Rubio a Roma comincia domani. Se nel frattempo il Presidente americano lancia l’operazione “Project Freedom” per aprire Hormuz alla navigazione c’è da attendersi una richiesta di appoggio italiano ed europeo. La risposta non è delle più facili. Gli europei sono pronti a difendere la libertà di navigazione nello Stretto a pace fatta. Ma in una situazione di non guerra e non pace? Con un Iran che ancora propone di mantenere un diritto di selezione e di pedaggio per i passaggi? Con i danni enormi che la chiusura dello Stretto causa alle economie europee? Lo «aspettiamo la pace» europeo diventa un pio desiderio. Certo, la guerra per scelta di Donald è la causa di tutto, ma le conseguenze ricadono su tutti noi. La visita mette Roma all’avanguardia di una sfida che investe l’Europa. Essenziale far quadrato con le altre principali capitali.
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it






