Il Codacons chiede oggi al governo di chiarire immediatamente sulla reale durata del taglio delle accise varato dall’ultimo Consiglio dei Ministri.
«Mentre nella conferenza stampa di giovedì la presidente del consiglio Giorgia Meloni aveva annunciato la proroga del taglio fiscale per 21 giorni – afferma la nota – si scopre che nel decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale lo sconto sulle accise varrà solo per nove giorni, dal 2 maggio al 10 maggio. Una durata del tutto inadeguata considerata la situazione di crisi in atto e i livelli ancora molto elevati dei listini alla pompa. Il rischio concreto è che, alla luce del decreto pubblicato un GU, a partire dal prossimo 11 maggio il prezzo del gasolio torni a salire sopra i 2,3 al litro, piazzando l’Italia al vertice della classifica europea del caro-diesel».
L’intervista
Francesco Giavazzi: “Il taglio delle accise? Soldi buttati. Stabilizzare subito il debito pubblico”
Intanto oggi – prosegue il Codacons – sulla rete si registrano i primi rincari per la benzina, con i prezzi che tuttavia non hanno ancora risentito pienamente della riduzione dello sconto sulle accise, passato da 20 a 5 centesimi di euro al litro senza considerare l’Iva. Il Codacons ricorda inoltre come, «una volta che il minor taglio fiscale sarà interamente trasferito sui listini ai distributori, un pieno di verde costerà 9 euro in più».
La risposta del governo
E’ un’operazione i due tempi quella che consentirà di estendere il taglio delle accise dei carburanti per tre settimane. Alla riduzione prevista fino al 10 maggio dal decreto legge pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, si aggiunge quanto sarà previsto da un decreto ministeriale che estenderà la riduzione fiscale fino al 22 maggio. Lo si apprende da fonti di governo secondo le quali sono già state trovate le coperture: si aggiungono al decreto legge altri 250 milioni di risorse un intervento che vale complessivamente 400 milioni.
il provvedimento
Taglio delle accise approvata la proroga: prezzi calmierati per benzina e gasolio fino all’1maggio

Il commento del M5S
«Da oggi agli italiani fare il pieno costa di più. Un altro ‘decretino’ e altri sacrifici imposti dall’alto. È inaccettabile che, in una fase di drammatica sofferenza socio-economica, la risposta del governo sia colpire i cittadini nel portafoglio. Mentre le famiglie faticano ad arrivare a fine mese, l’esecutivo Meloni sceglie cinicamente di fare cassa sulla loro pelle. La metamorfosi di Giorgia Meloni è definitiva: la paladina dei distributori che prometteva di eliminare le accise si è trasformata nella Presidente che firma gli aumenti. È il fallimento politico di chi ha tradito ogni promessa elettorale, trasformando i carburanti in un bancomat di Stato. Dopo aver già sottratto 600 milioni di euro agli italiani con i rincari sul carburante in Legge di Bilancio, oggi il governo reitera un accanimento fiscale assurdo. Rialzare le tasse mentre l’inflazione morde ancora è una scelta miope e recessiva. La verità è nuda: Meloni ha smesso di combattere le tasse e ha iniziato a imporle, lasciando che a pagare il conto della sua incapacità siano, come sempre, i cittadini», ha dichiarato la deputata M5S Chiara Appendino.
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