Il manifesto xenofobo degli stragisti del centro islamico di San Diego: “Siamo figli di Tarrant”

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Gli stragisti del Centro islamico di San Diego, Cain Clark (17 anni) e Caleb Vazquez (18 anni), che hanno ucciso lunedì tre persone prima di suicidarsi, hanno pubblicato un manifesto suprematista e xenofobo di 75 pagine intitolato “La Nuova Crociata: Figli di Tarrant”. Lo scrive il Los Angeles Times. Brenton Tarrant è il killer australiano che, il 15 marzo 2019, uccise 51 fedeli islamici inermi in due moschee di Christchurch, trasmettendo la strage con una diretta Facebook.

L’obiettivo di Tarrant, che a sua volta si ispira allo stragista di Utoya Anders Behring Breivik, è quello di fermare con ogni mezzo la “Grande Sostituzione”, l’invasione degli immigrati, in particolare di quelli islamici. Anche Breivik si definisce un “Cavaliere Templare”, pronto a immolarsi per la sua crociata anti islam.

Secondo quanto riferito al Los Angeles Times da fonti delle forze dell’ordine a conoscenza delle indagini, Clark e Vazquez hanno lasciato un documento di 75 pagine che incita all’odio, all’ideologia anti-islamica e all’antisemitismo, promuovendo la violenza e il caos. L’FBI ha confermato di star esaminando un manifesto, ma non ha verificato quello che circola online e che si presume sia opera degli attentatori. Il Los Angels Times ha esaminato questi scritti, che incitano all’odio verso musulmani, ebrei, persone di colore, latinoamericani e la comunità LGBTQ+.

I post sui social media sono ricchi di riferimenti ai social media estremisti e agli influencer di estrema destra. L’espressione “groyper”, usata in uno dei nomi degli account, è un nickname utilizzato dai seguaci di Nick Fuentes, il cui discorso politico di estrema destra ha infiammato una generazione di giovani maschi, compresi quelli che hanno partecipato alla manifestazione suprematista bianca “Unite the Right” del 2017 a Charlottesville, in Virginia, in cui persero la vita tre persone.

Su uno dei canali Telegram è apparso un thread sull'”amicizia” che includeva immagini tratte dal film ‘Zero Day’, una narrazione romanzata degli adolescenti coinvolti nella strage alla scuola di Columbine del 2019. «Ehi amico, perchè hai incluso il giorno zero…», ha chiesto un follower. «Il film mi piace», rispose l’autore. Mark Remily, agente speciale dell’FBI responsabile dell’ufficio di San Diego, ha affermato che il manifesto delinea «credenze religiose e razziali su come, secondo la loro visione, dovrebbe essere il mondo».

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«Questi sospettati non facevano distinzioni su chi odiassero», ha detto Remily. Le autorità non hanno pero’ fornito dettagli sugli scritti o sull’ideologia, aggiungendo di essere ancora impegnate nell’analisi dei dispositivi elettronici e della presenza online dei sospettati per determinare come si siano radicalizzati in rete. Remily ha confermato che i due si sono conosciuti on line. Negli scritti esaminati dal Los Angeles Times, Vazquez auspica la distruzione del sistema politico e una «guerra razziale totale allo scopo di provocare il collasso della società».

Clark si descrive come un «ecofascista cristiano», la stessa definizione che si autoattribuisce Tarrant. Un’analisi dell’Anti-Defamation League ha rilevato che gli scritti fanno ampio riferimento alla teoria della grande sostituzione, ovvero la convinzione che i bianchi vengano rimpiazzati da immigrati non bianchi.

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I due si sono presentati come eredi dell’opera di numerosi assassini di massa, da Tarrant all’attentatore del supermercato di Buffalo fino all’aggressore della chiesa Chabad di Poway. Hanno inoltre elogiato Elliot Rodger, il ventiduenne che nel 2014 uccise sei persone a Isla Vista, in California, e che lascio’ un proprio manifesto in cui sosteneva il movimento incel.

Brian Levin, Presidente della Commissione sull’odio della California, ha affermato che l’attacco potrebbe riflettere un contagio che si sta diffondendo tra i giovani estremisti. Levin, ex agente di polizia di New York e fondatore del Centro per lo studio dell’estremismo della California State University di San Bernardino, ha affermato che, come i loro predecessori, gli attentatori utilizzano scritti – e forse anche video – per diffondere il loro messaggio. «Fanno riferimento a Tarrant e a molti altri assassini estremisti, alimentando la catena dei manifesti nazisti», ha affermato.

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