Il marito di Monica Montefalcone: “Mai avrebbe messo a rischio la vita di nostra figlia”

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«L’unica certezza che ho è che mia moglie è fra le migliori subacquee sulla faccia della terra. E che è sempre stata una coscienziosa. Mai avrebbe messo a repentaglio la vita di nostra figlia o di altri ragazzi. Se l’allerta gialla davvero c’era, loro si saranno immersi prima e dev’essere successo qualcosa là sotto. Magari uno è andato in difficoltà, magari le bombole di ossigeno, io non ne ho idea. Ma sono pronto a giurare qualunque cosa sui comportamenti di Monica» ha detto in un’intervista al Tg4 Carlo Sommacal, marito di Monica Montefalcone, tra i sub morti alle Maldive.

Carlo Sommacal ricorda che «Monica era idealista, che mi sgridava anche sulla raccolta differenziata, che adorava il mare, che si sarà immersa migliaia di volte in vita sua. Ci eravamo conosciuti a Milano, perché lei dopo aver studiato laggiù era finita nella mia stessa azienda. Ma quella vita non le piaceva, ‘io amo il mare, mi diceva'”. L’ultima volta Carlo e Monica si sono sentiti via WhatsApp ed è stato “per dirle che qui i gatti stavano bene. Ne abbiamo tre”». Poi, più nulla.

Il fidanzato di Giorgia Sommacal: “Era il mio futuro. Amava le immersioni, l’acqua era il suo elemento naturale”

«Giorgia mi diceva sempre di non arrabbiarmi e di sorridere sempre. Io ci sto provando ma non so come reagire, lei era il mio futuro e io ora come andrò avanti?». Federico Colombo, 26 anni da compiere il 24 maggio, è il fidanzato di Giorgia Sommacal morta insieme alla madre Monica e ad altre tre persone alle Maldive. Stavano insieme da due anni e otto mesi. «Amava le immersioni più di ogni altra cosa. Ogni volta che ne concludeva una, mi mandava sempre le foto – racconta dal bar di Pegli, dove lavora – e mi raccontava tutto nei minimi dettagli, come se volesse farmi vedere il mare attraverso i suoi occhi. Mi diceva spesso che, prima o poi, avrebbe fatto provare anche a me quell’esperienza che la rendeva così felice».

Quando Giorgia «parlava del mare, delle immersioni o dei pesci, le si illuminavano gli occhi. Era una passione che le apparteneva profondamente, qualcosa per cui era nata e per la quale era davvero portata. In acqua sembrava sentirsi libera, nel suo elemento naturale. Amava così tanto quel mondo da portarlo persino sulla pelle, con tatuaggi a tema». «Era una fidanzata, una amica, una sorella. Mi confidavo con lei, mi ha aiutato nei momenti più difficili della mia vita. Avevo un rapporto bellissimo anche con sua mamma, il fratello, il papà».

Ieri è stato proprio il padre della ragazza, Carlo Sommacal a dargli la notizia della tragedia. «È venuto qui al bar – continua il ragazzo mentre i suoi occhi azzurri si riempiono di lacrime – e me lo ha detto. Io non riesco ancora a metabolizzare quello che è successo. Lei sicuramente vuole che continui la mia vita ma io ora non so come reagire, come andare avanti. Era lei che vedevo come mia moglie, la mamma dei miei figli».

Sul suo telefono scorrono le centinaia di foto scattate insieme. «Lei sarebbe tornata il 24, per il mio compleanno e non vedevo l’ora che arrivasse. Starò fino a quel giorno ad aspettare perché io ancora non riesco a capire cosa sia successo». Giorgia si sarebbe dovuta laureare tra un mese «e poi saremmo partiti con i suoi genitori per l’Egitto. Ma come faccio ad andare avanti con il pensiero di stare senza di lei?».

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