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Il meteo muove i prezzi dell’energia: così l’Ai prova ad anticipare il mercato

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TORINO. Può un temporale estivo valere più di una soffiata tra i palazzi di Wall Street? Per i mercati dell’energia, a volte la risposta è sì. Tra la spinta delle rinnovabili e l’estrema volatilità del mercato, l’indizio fondamentale per guidare le decisioni di trading non arriva solo dai vertici geopolitici, ma anche dalle previsioni del tempo. È da questa intuizione che nasce Keiros Analytics, la nuova società del Gruppo Tremagi (holding bolognese a cui fa capo l’operatore Illumia), interamente dedicata all’analisi dei dati sul meteo applicata ai mercati energetici. L’obiettivo è tradurre le previsioni del tempo in decisioni di business: non basta sapere se farà caldo o pioverà, ma bisogna capire in anticipo quanta energia si produrrà, quanta ne verrà consumata e come le dinamiche di prezzo cambieranno sui mercati di luce e gas.

A livello operativo, Keiros sviluppa algoritmi proprietari guidati dall’intelligenza artificiale e li incrocia con i dati meteo internazionali. Un lavoro ad alta intensità di calcolo, supportato dalle partnership con punti di riferimento della ricerca scientifica come Cineca, Cnr, Ifab e Tecnopolo. «Keiros nasce per trasformare dati – commenta Massimiliano Brialdi, Ceo di Keiros Analytics – competenze quantitative e tecnologia in strumenti utili a prendere decisioni migliori e più rapide. Nei mercati energetici l’incertezza non si elimina, ma si deve provare a leggere e gestire».

Alla guida del progetto ci sono dieci giovani specialisti tra matematici, data scientist e fisici dell’atmosfera. L’idea è semplice: valorizzare dati e know-how aziendale per offrire soluzioni ad alto valore aggiunto anche sul mercato esterno. «La meteorologia oggi ha un impatto sul prezzo dell’energia che definirei definitivo: è diventata a tutti gli effetti una sorta di asset class», commenta Marco Bernardi, Presidente del Gruppo Tremagi. «In un mondo energetico la cui volatilità sta diventando più importante di quella del Nasdaq – prosegue Bernardi – ed è legata più ai tweet che arrivano dall’America o dalla Russia, focalizzarci su una dimensione come la meteorologia, che dà impatti reali e chiari sul prezzo, è fondamentale».


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