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Il Pd e il dibattito infinito, c’è chi evoca anche una “conferenza programmatica”

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Ricordate lo spot pubblicitario di una ventina d’anni fa con Sabrina Ferilli che non smetteva più di parlare al telefono? «Quanto ce piace chiacchierà», era l’efficace claim, che andrebbe benissimo anche per il Pd. Perché va bene che Elly Schlein non perda occasione per sottolineare che «siamo un partito che discute», ma qui si rischia di esagerare. Non c’è solo l’Assemblea nazionale di domenica, dove dobbiamo attenderci un’oretta di relazione della segretaria e poi diverse ore di dibattito. Prima, tanto per non farsi mancare nulla, i deputati dem andranno di nuovo in ritiro: appuntamento giovedì e venerdì a Rondine Cittadella della Pace, in provincia di Arezzo. Terzo seminario di questo tipo, dopo quello discusso di due anni fa all’hotel con spa di Gubbio e quello dello scorso anno a Casa Cervi a Gattatico. Stesso schema con momenti di approfondimento su crescita economica, anche in vista della prossima legge di bilancio, innovazione, inclusione, politiche per i giovani e diritto a restare. Diversi ospiti esterni, tra cui gli economisti Leonardo Becchetti e Paolo Guerrieri, con chiusura della segretaria venerdì pomeriggio. Meno di 48 ore di pausa e poi tutti alla Nuvola dell’Eur per ricominciare a dirsi più o meno le stesse cose.

Però, evidentemente, non basta. Quindi, il venerdì successivo quasi tutti di nuovo convocati in Toscana, a Montepulciano, per la seconda riunione del “correntone” che sostiene Schlein. La maggioranza interna del partito, cioè le aree politiche che fanno riferimento a Dario Franceschini, Andrea Orlando, Roberto Speranza e, novità di questa seconda edizione, a Stefano Bonaccini. Un altro fine settimana di confronto politico, con cinque panel su intelligenza artificiale, scuola e disagio giovanile, politica internazionale, diseguaglianze sociali e diritti delle donne. Oltre a interventi di parlamentari, eurodeputati, amministratori locali, dirigenti di partito, docenti universitari, rappresentanti delle parti sociali e, inevitabilmente, quello finale di Schlein. Alla quale i suoi sostenitori lanceranno un monito sul programma di governo, che va «scritto con i cittadini, portato in mezzo alla nostra gente», per dirla con uno degli organizzatori dell’evento di Montepulciano. Un altro si spinge a parlare di una fantomatica «conferenza programmatica», da preparare entro fine anno. Non si capisce quando, né come si possa conciliare questo ulteriore passaggio con la necessità di accelerare il confronto con gli alleati. Ma per concretizzare c’è tempo, prima viene il dibattito. A quelli del Pd «je piace chiacchierà».

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