Il Po sembra sembra il Mekong, le ruspe non bastano più. Nuovo piano contro le alghe infestanti

0
1

Un giro sulla sua barca all’alba, da grande appassionato di canottaggio, «attento a non finire tra le alghe». Poi un evento proprio per la pulizia a pelo d’acqua con decine di giovani canottieri della Caprera coinvolti. L’assessore comunale alle Sponde Fluviali Francesco Tresso ha passato la mattinata di ieri così. E da lì rivela il piano del Comune per arginare l’emergenza della pianta infestante che invade il Po da un mese. Interventi affidati ad Amiat. Un aiuto chiesto a Iren sulla centrale a La Loggia. E attività di prevenzione con Arpa ed Enea «che partirà da febbraio e non più da giugno come quest’anno».

Come il Comune vuole prevenire le alghe nel Po

È il piano che il Comune intende attivare per evitare di rivedere il Po coperto da chiazze verdi. Tresso prima parla dell’emergenza attuale: «Stiamo intervenendo fortemente nella rimozione della vegetazione acquatica, in questi giorni ne abbiamo raccolte 140 tonnellate». Poi spiega i passaggi che sta seguendo in queste settimane perché non ricapiti più nel 2027, prima estate in cui torneranno anche i battelli turistici sul Po: «Dal prossimo anno siamo già in dialogo con Amiat, Iren e Arpa per anticipare le contromisure contro la proliferazione delle piante. Col ritorno dei battelli – ammette – le piante rischiano di diventare un problema con un impatto ancora maggiore di quello che è oggi».

Perché le piante infestanti stanno invadendo il fiume

L’escalation della vegetazione infestante è il risultato di più fattori: portata del fiume bassa, caldo estremo, temperature alte dell’acqua. Tutti insieme stanno facendo ricrescere anche le piante nei tratti del Po da cui vengono rimosse. Come evitarlo? «L’evento dovuto dal cambiamento climatico è di carattere straordinario, ma non si può scommettere che non succederà più», dice Tresso. Ma dal 2027 il Comune non vuole più farsi prendere di sorpresa come accaduto quest’estate, quando le contromisure sono state previste a giugno e la pianta infestante è comparsa prima.

Il ruolo di Amiat nella gestione delle piante infestanti

Primo passo: «Introdurre le operazioni di pulizia del Po dalle piante infestanti nel contratto di servizio tra Città e Amiat». La società che si occupa della raccolta rifiuti in città non ha mezzi propri per combattere la pianta infestante, ma l’idea del Comune è che gestisca direttamente l’appalto perché le operazioni e soprattutto il piano di prevenzione siano più veloci ed efficienti.

Arpa ed Enea si occuperanno del monitoraggio

Seconda mossa: avviare prima le contromisure con l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa) e l’agenzia nazionale Enea per prevenire la comparsa della specie esotiche invasive. Dai monitoraggi alla sensoristica artificiale per aiutare la navigabilità, il fenomeno delle piante esotiche va previsto e anticipato, per quanto possibile, e non più gestito una volta comparso sul fiume.

Il contributo di Iren per aumentare la portata del fiume

Per ultimo, il coinvolgimento di Iren. Ogni volta che la portata del Po scenderà sotto una certa soglia, tra i fattori che favoriscono l’aumento delle temperature e la proliferazione delle piante esotiche, il Comune chiederà al Gruppo di «lasciare fluire più acqua» dal suo sbarramento di La Loggia. Lì Iren ha un importante polo ambientale con un impianto idroelettrico. Non solo: da lì viene fatta confluire in un canale anche l’acqua che serve per il raffreddamento della centrale termoelettrica di Moncalieri. In situazioni di emergenza, come d’altronde accade già oggi, sarà fatta defluire più acqua verso la città. Senza deviazioni.

Il ritorno dei battelli sul Po

Così la Città punta a non ricadere nell’emergenza alghe. Con un motivo in più: il ritorno dei battelli sul Po per turisti e residenti. «A giorni scade il bando di Gtt per riportare il servizio di navigazione sul Po – ricorda l’assessore – e sono già arrivate delle offerte». Quando viaggeranno sul Po gli eredi di «Valentina» e «Valentino»? «A ottobre sarà tutto pronto per metterli in acqua». A inizio settembre «finiranno i lavori sulla darsena e i quattro pontili». I lavori strutturali al River Center, le arcate dei Murazzi oggi vuote che diventeranno casa di eventi, caffetteria e biglietteria dei nuovi battelli, sono finiti. Per la loro apertura, finanziata con fondi Pnrr e Pnc, «mancano gli allestimenti», ma anche qui il Comune vuole chiudere il cantiere entro ottobre. Fatto questo, non resterà che dare il via libera ai battelli dell’operatore che vincerà il bando, operazione che il Comune conta di fare entro l’autunno. Ma per rilanciare davvero il fiume Po serve arginare la crescita delle piante infestanti.

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it