“Scusa, sei tu quello del Cavatappi?”. Un ragazzino che non aveva ancora vinto nulla ma che stava per vincere tutto, avvicinò con queste parole Alex Zanardi. Era il ’96: poche settimane prima, l’8 settembre per l’esattezza, Zanardi aveva compiuto un’impresa unica: nella doppia curva di Laguna Seca nota come Corkscrewer, appunto il Cavatappi, aveva realizzato un sorpasso che fino a quel momento era ritenuto impossibile. Il ragazzino della storia era un certo Valentino Rossi, rimasto ipnotizzato da quella manovra. “Io a sorpassare lì ci ho provato con la moto e non ci si sta, ma come hai fatto a riuscirci con una macchina?”. A raccontare l’episodio è lo stesso Zanardi durante l’ultima puntata di “Non mollare mai”, andata in onda il 2 giugno scorso su Raiuno.
Da quel giorno di 24 anni fa Zanardi in America è un mito. La manovra del Cavatappi diventa “The Pass”, il Sorpasso simbolo. Youtube nascerà solo nove anni dopo, ma le immagini vanno a rullo sulle tv tradizionali di mezzo mondo. Il Corkscrewer è una chicane cieca con un violento sinistra-destra in discesa. Alex attacca all’interno, riesce in qualche modo a chiudere la prima curva e a impostare la successiva. Sì, è vero, inevitabilmente finisce con le quattro ruote fuori pista, ma nessuno mette in discussione quella prova di coraggio, tecnica e soprattutto follia che ancora oggi andiamo a rivedere e ammirare.
Bryan Herta è diventato famoso di riflesso: Wikipedia lo ritrae come il pilota che “all’ultimo giro di gara venne sopravanzato dal pilota bolognese alla temibile chicane”. Pochi ricordano che sul circuito californiano vinse due volte (nel ’98 e ’99) e partì cinque volte di fila in pole position dal ’95 al ’99. Insomma non era propriamente uno che passava di lì per caso, ma uno dei più forti in circolazione.
Dodici anni dopo l’incontro con Zanardi, Valentino gira il remake del Sorpasso. Il 2008 è l’anno di Stoner in Ducati, tra i due campioni sono scintille. A Laguna Seca, dopo una serie di sorpassi e controsorpassi al limite, Rossi sferra il colpo del ko: attacca al Cavatappi e finisce in testa. “Quel sorpasso, uno dei più belli della mia carriera, ammetto che l’ho copiato da te” dirà a Zanardi nella trasmissione di pochi giorni fa, con quel titolo che oggi è un appello disperato: “Non mollare mai”.
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