In arrivo il“Btp Italia Sì”. A chi conviene puntare sullo scudo anti-inflazione

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Un tasso fisso a cui sommare una componente che sale con l’inflazione. Sono le principali caratteristiche del nuovo “Btp Italia Sì”, dedicato a famiglie e piccoli risparmiatori, che è in arrivo a metà giugno. Con questo strumento, legato all’inflazione nazionale, il Tesoro punta a rispondere al crescente bisogno di protezione dal caro vita in una fase in cui la preoccupazione per ulteriori rialzi dei prezzi è alta, alimentata dalla crisi geopolitica ed energetica in corso.

L’emissione partirà lunedì 15 giugno e proseguirà fino a venerdì 19 giugno 2026 (fino alle ore 13), salvo chiusura anticipata. Il tasso fisso minimo garantito sarà comunicato venerdì 12 giugno. Tale tasso rappresenta la componente fissa della cedola, con quest’ultima che potrà aumentare al crescere dell’inflazione nazionale (Indice Foi Istat). In caso di deflazione la cedola non potrà scendere sotto questo tasso fisso.

La durata di questo nuovo Btp è di 5 anni con scadenza nel 2031, un arco di tempo più contenuto rispetto ad altri titoli della famiglia Btp Italia e Valore che sono stati collocati negli ultimi anni. Come per altre emissioni di questo tipo, è previsto un premio fedeltà che questa volta sarà dello 0,6% una tantum del valore nominale e, come di consuetudine, sarà pagato soltanto a chi acquista il bond in collocamento e lo tiene in portafoglio fino a alla sua scadenza naturale.

Cosa sapere sulla cedola? A differenza dei Btp Italia di recente collocamento, il pagamento sarà semestrale e non trimestrale. Sarà indicizzata all’andamento dell’inflazione italiana, prendendo come riferimento l’indice Foi al netto dei tabacchi.

A quanto potrebbe arrivare il rendimento complessivo? «Le analisi di consenso indicano un tasso fisso minimo garantito tra l’1,80 e l’1,90% – spiega Gian Marco Salcioli, Strategist Assiom Forex -. A questo valore va poi aggiunto il tasso d’inflazione semestrale Istat sulla base dell’indice Foi, che offre il vantaggio che include la componente energia quella che in questa fase pesa di più». L’esperto spiega che se l’anno prossimo, per fare un esempio, l’inflazione basata sull’indice Foi dovesse attestarsi al 2%, il rendimento finale arriverebbe al 3,85% lordo annuo. La rivalutazione legata all’inflazione è incorporata direttamente nella cedola e non comporta una rivalutazione del capitale investito, che viene rimborsato in un’unica soluzione a scadenza al valore nominale non rivalutato.

«In generale si tratta di uno strumento che avrà un rendimento più alto in caso di inflazione più elevata – dice Edoardo Proverbio, Responsabile Area Investimenti Decalia Sim -. Pertanto può essere acquistato per avere una protezione dall’inflazione, qualora si pensi che il livello dei prezzi sia destinato ad aumentare nei prossimi anni».

L’obiettivo del ministero dell’Economia è duplice: da un lato continuare a rafforzare il coinvolgimento del risparmio privato nel finanziamento del debito pubblico, dall’altro offrire uno strumento percepito come relativamente protettivo in un contesto economico ancora caratterizzato da volatilità dei prezzi e incertezza sui tassi. Negli ultimi anni il Tesoro ha costruito una vera e propria “famiglia” di bond retail, dai Btp Valore ai Btp Italia, che hanno raccolto decine di miliardi tra investitori individuali.

Il nuovo Btp Italia Sì arriva dopo il successo delle recenti emissioni retail del Tesoro. Solo il collocamento del Btp Valore di marzo 2026 ha raccolto oltre 16 miliardi di euro, confermando la forte domanda da parte delle famiglie italiane per strumenti a basso rischio e fiscalità agevolata. Anche il nuovo titolo beneficerà infatti della tassazione agevolata al 12,5% prevista per i titoli di Stato italiani. Inoltre l’ammontare investito verrà escluso dall’indicatore Isee di situazione economico-patrimoniale. I titoli di Stato e gli altri prodotti finanziari garantiti dello Stato, sono infatti esclusi dal calcolo dell’indicatore Isee fino ad un limite massimo di 50.000 euro complessivi.

Il titolo potrà essere acquistato tramite home banking abilitato al trading online oppure rivolgendosi alla propria banca o ufficio postale, con un investimento minimo pari a 1.000 euro. Come per le precedenti emissioni retail, in fase di collocamento non sono previste commissioni.

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