Infantino avrebbe chiesto aiuto a Trump e alla Casa Bianca per mantenere il posto di presidente Fifa

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WASHINGTON. Gianni Infantino avrebbe chiesto aiuto all’amministrazione Trump per mantenere la sua posizione di presidente della Fifa – in vista delle prossime elezioni di marzo – tanto che lunedì mattina avrebbe sentito al telefono il segretario di Stato, Marco Rubio, per parlare della questione.

La discussione avviene in un clima di crescente pressione per le sue dimissioni a seguito del naufragato piano di cedere i diritti della Coppa del Mondo alla società di private equity di Josh Kushner, fratello del genero di Trump.

Secondo quanto rivelato dal New York Post, la chiamata sarebbe servita per parlare con il segretario di come il calcio possa rappresentare una forma di soft power per gli Stati Uniti.

«Ma sappiamo tutti che si tratta di salvare la propria poltrona. A questo punto, non c’è nient’altro in gioco», ha detto una fonte informata sulla questione al Nyp.

Il Dipartimento di Stato ha pubblicamente negato l’esistenza della suddetta telefonata, stessa storia per la Fifa.

Una fonte all’interno dell’organizzazione ha riferito al sito OutKick che non c’è staa e non è prevista alcuna telefonata tra Infantino e il segretario di Stato Marco Rubio — né con alcun altro membro dell’amministrazione del Presidente Donald Trump — né lunedì né in altri momenti.

La fonte ha affermato che la notizia riportata dal New York Post, secondo cui una simile conversazione era stata organizzata, è errata.

In tutto ciò, Infantino si sentirebbe isolato, dopo la tormenta mediatica contro di lui, e starebbe cercando il sostegno dei suoi alleati più vicini, in primis Donald Trump.

Tuttavia, il presidente della Fifa avrebbe tentato ripetutamente, ma senza successo, di contattare telefonicamente il tycoon da quando, venerdì, è fallito il suo piano di cedere le attività commerciali legate allo sport a investitori privati.

Per ora l’inquilino della Casa Bianca non commenta, ma secondo una fonte vicina a Rubio, consultata da La Stampa, non si esclude che la chiamata abbia avuto luogo, sebbene si tratterebbe di una “semplice chiacchierata” a un livello molto, ma molto, informale.

In poche parole: nessuna richiesta ufficiale.

Nel frattempo, la vicenda Infantino ha scatenato una rivolta aperta contro la sua leadership all’interno dell’organizzazione no-profit con sede a Zurigo e vari dirigenti si starebbero muovendo per estromettere l’attuale presidente dalla massima carica.

L’iniziativa sarebbe stata soprannominata: “Project Kill The Monster”.

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