Come la Superlega, si arena subito il progetto della Fifa di vendere il Mondiale ai privati. La durissima protesta dell’Uefa, con tanto di minaccia di boicottaggio nei confronti della Fifa, insieme alle proteste dei tifosi e dei governi, ha portato Gianni Infantino a fare retromarcia e cancellare l’iniziativa che stava portando avanti segretamente. Una fuga di notizie e la reazione immediata dei tanti soggetti coinvolti hanno spiazzato la Fifa, che ora batte in ritirata dopo aver provato a cambiare per sempre il sistema economico che regola la Coppa del Mondo. Per il presidente Infantino è una pesantissima sconfitta personale, che ora mette in serio pericolo una rielezione scontata.
Ad aprile 2027 si vota e la sensazione è che sia nato un nuovo fronte per cambiare la Fifa dopo tutto quel che è successo tra le polemiche del Mondiale americano (caso Balogun in primis) e questo progetto definito «un male per il calcio» dagli stessi dirigenti Fifa che non erano a conoscenza del piano di Infantino.
«Il progetto Fifa Forward Enterprise aveva lo scopo di fornire una base per rafforzare ulteriormente le nostre associazioni affiliate alla Fifa – così ha commentato Gianni Infantino con un comunicato – e il nostro sport in tutto il mondo, soprattutto in quei paesi in cui il sostegno è maggiormente necessario. E a maggior ragione, come abbiamo detto fin dall’inizio, farlo solo se la maggioranza delle associazioni membri della Fifa fosse favorevole e sempre soggetta a un processo di consultazione con loro, il Consiglio Fifa, le Confederazioni e le parti interessate in generale. Dopo aver ascoltato attentamente tutti i pareri, è emerso chiaramente che il progetto ha creato divisioni che, indipendentemente dal livello di sostegno, non sono più nell’interesse dell’obiettivo inizialmente prefissato. Di conseguenza, questa proposta non sarà portata avanti».
Infantino fino a ieri aveva tirato dritto di fronte alle accuse dell’Uefa di voler vendere il Mondiale, anzi aveva accelerato la proposta di portare da 48 a 64 squadre partecipanti alla prossima Coppa del Mondo per aumentare il grado di coinvolgimento, ma dopo aver capito di essere in minoranza ha fatto suonare la ritirata. «Il mio intento è quello di riunire tutte le parti interessate nei prossimi giorni e settimane nello spirito di interesse condiviso per il nostro gioco – ha aggiunto il presidente Fifa – e con l’obiettivo di continuare a far crescere il calcio ovunque, in particolare in quei paesi che hanno maggiormente bisogno del nostro sostegno». Un ultimo tentativo di fermare la frana che ha innescato con una scelta scellerata, ma difficilmente si concluderà senza colpo ferire questo scontro clamoroso.
IL CASO
Uefa, scontro totale con la Fifa di Infantino: “Pronti a boicottare i Mondiali”
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La Fifa stessa aveva iniziato a perdere i pezzi dopo il progetto di Infantino. Ieri si era dimesso Carlos Cordeiro, ex presidente della Federcalcio Usa, che era uno dei principali consiglieri di Infantino e ha fatto parte della Task Force della Casa Bianca per il Mondiale 2026. «Questo progetto è un male per il calcio – ha spiegato – : vendere una partecipazione permanente nel bene più prezioso per raccogliere 4,2 miliardi non ha senso, significa ipotecare il futuro senza una giustificazione convincente».
Poche ore dopo è arrivata anche la presa di posizione di Kevin Lamour, direttore operativo della Fifa: «Ci sentiamo ingannati, è il progetto di una sola persona ed è giunto il momento che i leader prendano le decisioni giuste». E Infantino sembra aver perso anche l’appoggio di Trump. Il presidente americano ha negato di averne sentito parlare del Forward Enterprise, ma tra gli investitori c’è Joshua Kushner, il fratello del marito di Ivanka Trump.
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