Iran, dal programma atomico alla libertà di navigazione. I punti di un’intesa più vicina

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WASHINGTON – NEW YORK. Un accordo tra Stati Uniti e Iran sembra, al momento, al tempo stesso vicino e lontano. Come in un tango, le parti si scambiano proposte e controproposte e una vera intesa definitiva non c’è. Il presidente Donald Trump sostiene che una decisione definitiva sia ormai prossima, mentre l’Iran sostiene che le sue parole siano solo un misto fra verità e menzogna. Tuttavia, se si guarda al possibile quadro provvisorio – detto anche Memorandum d’Intesa – volto a porre fine al conflitto, il tutto ruota attorno all’estensione dell’attuale cessate il fuoco per sessanta giorni e alla risoluzione di questioni chiave di natura militare, economica e nucleare. Nonostante i negoziatori abbiano concordato una struttura generale, l’intesa finale dipende dalle approvazioni formali di Trump e della leadership suprema iraniana. Ecco i punti principali che l’accordo toccherebbe, insieme ai maggiori nodi critici attualmente in discussione.

1. Riapertura di Hormuz

Intesa raggiunta
All’Iran verrebbe richiesto di consentire immediatamente la navigazione libera e senza restrizioni delle navi commerciali attraverso il vitale punto strategico globale per il transito di petrolio e gas. Un nodo importante è il tema della rimozione delle mine dispiegate dal regime all’interno della via marittima. Il quadro dell’accordo, infatti, concede all’Iran una finestra di 30 giorni per rimuovere in sicurezza tutte le mine che ha posizionato nel passaggio.

2. Il nodo dei pedaggi

Negoziati in corso
Nel frattempo, una questione chiave per Washington è il divieto di pedaggi per chi attraverserà Hormuz. L’Iran deve smantellare l’agenzia “di controllo” di recente istituzione e gli verrebbe proibito di chiedere soldi alle navi internazionali in transito. Da parte sua, il regime vorrebbe mantenere il suo controllo sullo Stretto.

3. Blocco navale Usa

Intesa raggiunta
Gli Stati Uniti smantellerebbero gradualmente il blocco navale imposto dal Pentagono ai porti iraniani e agli avamposti energetici nel Golfo Persico, che finora ha impedito il transito a più di cento imbarcazioni. Di fronte alla buona volontà degli iraniani, Washington concederebbe, inoltre, deroghe temporanee alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti per consentire all’Iran di riprendere la vendita del proprio petrolio sul mercato libero, al fine di alleviare l’enorme pressione finanziaria che vive il Paese dall’inizio delle ostilità.

4. I fondi congelati

Negoziati in corso
Un altro importante elemento è la richiesta dell’Iran di ottenere l’accesso garantito a circa 12 miliardi di dollari dei propri fondi, attualmente congelati presso banche estere come quelle del Qatar; gli Stati Uniti insistono affinché tali fondi vengano sbloccati solo gradualmente, sulla base di una comprovata conformità agli accordi. Teheran vorrebbe tutti questi soldi immediatamente.

5. Programma nucleare

Nessun accordo
Gli Stati Uniti esigono che l’Iran rinunci alle proprie scorte di uranio altamente arricchito, pari a quasi 500 chili, arricchiti fino a una purezza del 60 per cento e rinunci in maniera definitiva allo sviluppo di impianti atti alla realizzazione di un ordigno nucleare. Su questo punto le posizioni sono ancora moltodivergenti.

6. Uranio arricchito

Nessun accordo
I potenziali compromessi per risolvere il nodo delle scorte di uranio arricchito prevedono il trasferimento del materiale verso un Paese terzo come la Russia per il processo di “down-blending” (riduzione del grado di arricchimento), sebbene Trump abbia espresso perplessità in merito a questa specifica soluzione e vorrebbe rimuovere e distruggere lui stesso l’uranio. Dopo la firma del memorandum, i colloqui a lungo termine mirerebbero a raggiungere un compromesso in base al quale l’Iran sospenda ogni ulteriore attività di arricchimento dell’uranio per un periodo di almeno 10 anni. Da parte sua, l’Iran chiede una moratoria più breve.

7. Il fronte libanese

Negoziati in corso
La bozza richiede una fine immediata e permanente delle ostilità su tutti i fronti. Una clausola cruciale, fortemente sostenuta da Teheran, prevede che il cessate il fuoco debba estendersi anche a Israele – alleato degli Stati Uniti – imponendogli di interrompere le proprie operazioni militari contro Hezbollah in Libano.

8. Le basi americane

Nessun accordo
I negoziatori iraniani hanno tentato di inserire nel testo una richiesta per il ritiro delle forze da combattimento statunitensi dalle basi regionali, un’istanza a cui i funzionari americani si oppongono fermamente. Per ora, l’impasse resta, mentre le richieste da entrambe le parti rimangono prevalentemente massimaliste.

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