CITTÀ DEL MESSICO. Mamma Veronica e papà Marco sono in arrivo, insieme con la sorellina Maggie, 11 anni. Mancano soltanto loro alla preparazione della grande festa per Kimi Antonelli, che domani sera potrebbe, dovrebbe, diventare il 36° campione del mondo nella storia della Formula 1. A vent’anni, di gran lunga il più giovane di sempre, abbassando di 38 mesi il record di Sebastian Vettel (23 anni, 4 mesi, 11 giorni) che resiste dal 2010.
Il terzo italiano, dopo Nino Farina (1950) e Alberto Ascari (1952 e 1953), anch’essi i più giovani a 43 e 34 anni – Farina fu il primo re in assoluto – al momento del loro trionfo. Sarà un evento storico, non solo per il nostro sport, tutto ribolle di attesa attorno a Kimi, eppure per lui apparentemente non sembra cambiato nulla, a parte il giovedì saltato per l’influenza virale che l’aveva colpito arrivando a Città del Messico.
Anche questa mattina si è presentato tranquillo nel paddock, dove ieri Peter Bonnington, il suo ingegnere di pista, l’aveva atteso con una scimmietta di pelouche sulla spalla per spruzzargli dell’acqua addosso, uno dei classici scherzi che Kimi ha portato nel team. Stasera, semaforo verde alle 22, andrà a caccia dell’8ª pole della stagione dopo aver chiuso le libere al secondo posto, battuto per appena un millesimo da Lando Norris, riemerso a sorpresa con la sua McLaren da un periodo di crisi.
Lewis, niente penalità
Dopo aver dominato il venerdì, con Charles Leclerc costantemente più veloce della concorrenza, la Ferrari sembra invece aver fatto un passo indietro soprattutto con pneumatici soft, anche se il monegasco è riuscito comunque a piazzarsi in terza posizione, un decimo alle spalle di Norris e Antonelli.
La buona notizia è che il problema al motore che ieri sera ha appiedato Lewis Hamilton a metà della seconda ora di prove non avrà conseguenze, in ogni caso la Rossa aveva già escluso la possibilità di introdurne una nuova qui, per scongiurare una partenza in fondo alla griglia. Nessuna penalità, dunque, al contrario di Max Verstappen e Liam Lawson che dovranno scontare la retrocessione di una posizione per lo scontro che li ha visti protagonisti ieri sera.
Hamilton però non si è mai trovato a proprio agio sulla sua SF-26, rimediando anche a causa di un errore quasi mezzo secondo dalla vetta, poco meno di un George Russell ancora in grandissima difficoltà.
IL RETROSCENA
Trenta milioni per Kimi: l’oro del Mondiale nel nuovo contratto
dal nostro inviato Jacopo D’orsi

Camara sulla Rossa nelle libere in Brasile
La giornata si era aperta con la notizia dell’assenza di Esteban Ocon, scaricato dalla Haas ancora prima di fine stagione, quando comunque sarebbe terminato il suo contratto. Anche ieri, durante la seconda sessione di prove libere, non erano mancate tensioni con il muretto: «Non fatemi anche questo», aveva risposto il pilota a Laura Muller, ingegnera di pista che lo seguiva, a proposito della scelta di una mescola di pneumatici piuttosto che un’altra.
Nella successiva riunione con il team, un’accesa discussione con il team principal Ayao Komatsu avrebbe portato alla rottura definitiva. Al suo posto è stato promosso il giapponese Ryo Hirakawa, 32 anni, mentre nel 2027 il titolare sarà il brasiliano Rafael Camara, primo nel campionato di F2 e talento della Ferrari Driver Academy. A proposito, Camara potrebbe guidare nella prima sessione di prove libere a Interlagos, proprio su una Rossa, sempre che la Haas non decida di piazzarlo subito in macchina anticipando i tempi.
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