IL CASO
«Il messaggio che deve passare certamente non è negativo nei confronti delle forze dell’ordine. Il punto sollevato dalla difesa di Stasi è semplicemente questo: quei dati dovevano confluire nel fascicolo delle indagini preliminari e poi essere trasmessi anche ai periti nominati dal giudice Stefano Vitelli, perché avevano un quesito specifico sui pedali. Il patrimonio di informazioni sul quale basavano le loro valutazioni doveva quindi essere completo. Ed è documentale che questo non sia avvenuto». Lo ha detto l’avvocata Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi insieme ad Antonio De Rensis, parlando con i cronisti fuori dalla Procura di Pavia dopo gli ultimi sviluppi sulle analisi del Dna effettuate nel 2007 sui pedali della bicicletta. Nei dati grezzi acquisiti dal Ris di Parma sono infatti emerse due controanalisi effettuate il 20 settembre 2007 sul campione dei pedali, entrambe negative per la presenza del Dna di Chiara Poggi. Secondo la Procura di Pavia, di queste due corse elettroforetiche non è stata rinvenuta traccia negli atti del procedimento e del processo celebrato contro Stasi. Gli esiti negativi sono stati individuati dai consulenti della difesa e successivamente confermati dai consulenti tecnici dei pm pavesi. «Inutile dire oggi che il dato è confluito nel novembre 2025: ci sono stati otto anni di processo e undici anni di galera. Se lo avessimo saputo vent’anni fa, ovviamente le cose sarebbero andate molto diversamente», ha aggiunto Bocellari.
Ansa
04:44
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