L’esercito iraniano ha avvertito che un nuovo attacco statunitense non farebbe altro che estendere il conflitto a un’area geografica più vasta, dopo che Washington e Israele hanno minacciato nuove operazioni militari.
L’avvertimento arriva mentre sono in corso nuovi tentativi diplomatici per evitare una ripresa delle ostilità. «Se il presidente americano dovesse lanciarsi nuovamente in un’avventura regionale, sotto la pressione dei sionisti e con l’obiettivo di compiacerli, le fiamme della guerra si estenderebbero senza dubbio a un’area geografica molto più vasta», ha sottolineato su X il portavoce dell’esercito iraniano, Mohammad Akraminia.
Anche il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha lanciato sabato un avvertimento: «Le potenti forze armate iraniane risponderanno a chiunque osi colpire il nostro popolo». Venerdì, una delegazione del Qatar è arrivata nella capitale iraniana per avviare colloqui con alti funzionari del governo di Teheran. Il Qatar e il Pakistan svolgono un ruolo di mediatori negli sforzi per rilanciare i negoziati di pace, dopo l’accordo di cessate il fuoco raggiunto ad aprile. Tuttavia, questi tentativi non hanno portato a un’intesa duratura. Mercoledì, il ‘Wall Street Journal’ ha riferito che il vicepresidente statunitense Jd Vance avrebbe inviato una lettera a Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, su richiesta del presidente Donald Trump, con l’obiettivo di rilanciare i negoziati ed evitare nuovi attacchi americani. L’Iran ha confermato di aver ricevuto la lettera, ma non ha annunciato alcuna risposta.
Gli Usa avvertono alleati Golfo: attacchi possibili dal 4 novembre
Gli Stati Uniti hanno avvertito i Paesi alleati del Golfo di prepararsi a una possibile nuova serie di attacchi contro l’Iran già dal 4 novembre, il giorno successivo alle elezioni di metà mandato americane. Lo riferisce MS Now, citando tre alti funzionari dei Paesi arabi del Golfo a conoscenza delle discussioni, come riportato da Al Jazeera. Secondo le fonti, gli attacchi sarebbero di breve durata ma particolarmente intensi. I Paesi del Golfo starebbero facendo pressione su Washington affinché allenti le tensioni, per il timore di possibili ritorsioni iraniane.
Un funzionario ha affermato che «non sarebbe sorpreso» se alcuni Stati del Golfo si opponessero all’utilizzo delle basi militari americane presenti sul loro territorio per lanciare gli attacchi. Gli Stati Uniti non colpiscono l’Iran dal primo settembre e il presidente Donald Trump si è impegnato a non condurre nuove operazioni militari prima delle elezioni di metà mandato. Interpellato sulle indiscrezioni, un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato a MS Now: «Non commentiamo piani militari sensibili che potrebbero esistere o meno». Trump, ha aggiunto, «mantiene tutte le opzioni sul tavolo per garantire che l’Iran non possa mai avere un’arma nucleare».
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it










