Tra spartiti e matite, capolavori assoluti scritti «nel tempo fatto di attimi e settimane enigmistiche» e «zazzarazaz», Paolo Conte svela la sua anima pittorica anche in Francia: la mostra «Paolo Conte. Original» ha lasciato palazzo Mazzetti per volare a Parigi, all’Istituto Italiano di Cultura, dove resterà fino al 4 settembre. «Mes salutations les plus cordiales» dice il Maestro ai devoti francesi, in collegamento video.
“Il disegno è uno dei miei due vizi capitali”
«Paolo Conte. Original» è la prima grande personale dedicata al cantautore e compositore italiano e alla sua espressione artistica nata ancora prima della musica: è la pittura, declinata in jazz. «Il disegno è uno dei miei due vizi capitali, più antico di quello per la musica e le canzoni – confessa Paolo Conte – La composizione musicale manovra su di me in forma di eccitazione, mentre pittura e disegno mi danno calma e leggerezza».
Una passione riservata
Paolo Conte ha coltivato per tutta la vita questa riservata passione per l’arte visiva, formandosi come pittore e disegnatore. I suoi lavori conducono al centro della sua poetica: elegante, malinconica, jazzata e ironica.
La personale è un viaggio in oltre 140 opere per scoprire il lato più intimo e inedito di un artista che ha fatto della libertà espressiva il suo segno distintivo. Sono lavori su carta, eseguiti con tecniche diverse e in un arco di tempo di quasi 70 anni.
Sono raccolte opere mai esposte, tra cui «Higginbotham» del 1957, a tempera e inchiostro, dedicata a uno dei primi grandi trombonisti jazz.
Altro nucleo importante è la selezione di tavole tratte dalle oltre 1800 di «Razmataz», l’opera scritta, musicata e disegnata dal maestro: in quell’opera non c’è solo il respiro degli anni ’20 c’è tutto Paolo Conte e c’è il dottor Jazz. Ambientata nella Parigi vitale e autunnale degli anni Venti dietro la misteriosa scomparsa di una ballerina, celebra l’attesa e l’arrivo in Europa della bellezza della giovane musica americana, il jazz. «Razmataz» svela la capacità di Paolo Conte di fissare sulla carta atmosfere e personaggi, in una libertà formale che richiama le avanguardie del primo Novecento: «Un periodo – dice l’artista – carico per me di sensualità, di una immediata danzabilità che lo contraddistingue».
L’esposizione si completa con una terza sezione di opere su cartoncino nero in cui Paolo Conte si affida alla suggestione delle linee e dei colori in un omaggio garbato, talvolta venato di ironia, alla musica classica, al jazz, alla letteratura, all’arte. Un’occasione per scoprire la dimensione visiva, più nascosta ma profondamente significativa, di un protagonista assoluto della cultura contemporanea.
Promotori e organizzatori
La mostra è promossa e organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura a Parigi e Arthemisia, con Fondazione Egle e Paolo Conte e Rea Edizioni Musicali, da un’iniziativa di Fondazione Asti Musei (a Parigi con il presidente Lepore) con il sostegno della Fondazione Crat, ed è curata da Manuela Furnari, saggista e autrice dei testi critici sull’opera del Maestro
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it




