Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha appreso dalla stampa alcune circostanze riferite al senatore Francesco Silvestro. È quanto emerge da fonti della presidenza del Senato. Ai sensi del combinato disposto dell’articolo 67 del Regolamento e degli articoli 2 e 8 del codice di condotta, ha chiesto ai Senatori Questori di procedere agli accertamenti necessari – sottolineano le stesse fonti – per le successive valutazioni di competenza del Consiglio di Presidenza. A tal fine, il presidente e i Questori si incontreranno martedì prossimo.
La vicenda
Secondo quanto ricostruito su Repubblica una professionista emiliana di 52 anni, indicata solo come V., ha presentato una denuncia per violenza sessuale nei confronti del senatore di Forza Italia Francesco Silvestro. I fatti contestati risalgono al 25 febbraio 2025 e si sarebbero svolti nello studio del parlamentare nella sede del Senato, a San Luigi dei Francesi, a Roma.
La donna, agente di commercio specializzata in vini pregiati, era stata messa in contatto con Silvestro tramite un carabiniere suo conoscente, presentato come parente del senatore, per una fornitura di bottiglie destinata a una villa a Capri. La querela è stata depositata oltre un anno dopo i fatti, a causa dello stato di choc e delle presunte pressioni ricevute dallo stesso carabiniere, che l’avrebbe esortata a non sporgere denuncia.
Silvestro, 55 anni, segretario provinciale di FI a Napoli e imprenditore nel settore dei materassi, ha negato le accuse, definendole “assurde”, confermando però l’incontro, l’ordinativo di vini e il ruolo del carabiniere nella presentazione. Nella denuncia figura anche il nome del carabiniere, accusato di tentata intimidazione.
La versione del senatore Silvestro
«Io non ho ricevuto nessuna carta, nessun atto di indagine. Vediamo. Poi ci divertiamo». Così, in un’intervista a Repubblica, parla il senatore napoletano Francesco Silvestro.
In merito all’incontro con la donna che lo ha denunciato, Silvestro dice di ricordarlo, ma che «non è successo nulla. La signora me l’ha portata in ufficio un amico, servitore dello Stato, distaccato per lavoro al Senato».
La donna, ricostruisce Repubblica, «sostiene che lei ebbe una condotta totalmente fuori asse, fece prima allusioni sul vino che “fa perdere i freni inibitori”, poi le avrebbe usato violenza».
«Quando mai. Non ci pensi. Poi – risponde il senatore – modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale. Uno può dire quello che vuole. Poi però le cose vanno provate. Magari mi vuole estorcere qualcosa». Comunque, aggiunge, «la signora so che va anche da altri senatori, per vendere il vino».
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