
BIRMINGHAM. A Rubiera, sulla via Emilia si costruiscono medaglie: l’argento di Pietro Riva nella maratona degli Europei (2h09’18), arriva pochi giorni dopo il bronzo di Micol Majori sui 10.000 metri. Entrambi sono allenati da Stefano Baldini, un nome che da solo racconta le Olimpiadi.
I due azzurri sono una coppia nella vita e questo rende i podi ancora più vissuti, “Ho risposto alla prestazione di Micol, lei mi ha fatto piangere dal divano di casa e oggi era lungo il percorso per me. Possiamo andare al mare felici”. Ma è soprattutto la squadra a catturare attenzioni e il lavoro che si vede su ragazzi promettenti. A Birmingham hanno trovato il modo di farsi notare, di prendersi una piccola ricompensa sull’investimento fatto, pronti a rimettere tutto nei km che verranno. Riva taglia il traguardo dietro l’esausto Petrov e la sua guida tecnica Baldini, pure voce di Sky, con il filo di emozione che il momento merita dice: “Deve ancora andare a scuola”. Però lo sta facendo e la scuola è la sua, una tradizione in cui entra pure il maestro Gigliotti “allenatore dell’allenatore”, come lo chiama Riva- Lui ha dato i consigli finali, ha supervisionato la rifinitura e lo può fare senza timore di ingerenze, senza che neppure Baldini si informi sugli scambi. Intese silenziose tra guru della 42 km.
L’amorevole rimprovero di Baldini dipende dalla condotta di gara: corretta nell’interpretazione, un po’ timida nella fase chiave in cui decidere quanto concedere a chi sta davanti e come battezzare la classifica parziale. Il tedesco Petros all’arrivo sbanda, fatica a raccogliere la bandiera, probabilmente lo si sarebbe potuto attaccare, infastidire, magari superare, però ci sono giorni di soddisfazione e questo va archiviato così. Riva non vuole vederla in altro modo: “Sapevo come muovermi, ho tenuto energie per la fine, ho rispettato il piano. Penso di avere buoni mezzi fisici, non eccezionali, devo interpretare al meglio dal punto di vista mentale e qui ci sono riuscito, quindi bene”.
Con l’abbraccio al traguardo tra lui e l’oro Petrov si chiude pure il fastidio per uno sberleffo rimasto fin troppo nell’aria, in circolo dagli Europei del 2024. In quel traguardo della mezza maratona Riva è argento in sorpasso su Petrov ed entrati in pista gli fa ciao ciao con la mano. Eco calcistico, sfottò in realtà per nulla aggressivo, ma in atletica non si usa e ogni stadio ha la propria etichetta. Riva si è scusato allora e ribadisce adesso: “Così archiviamo la questione, quella reazione era pura adrenalina, mi è uscita male e non voleva affatto essere offensiva”. Non lo era, però l’abbraccio di Birmingham lo certifica.
Riva ha 29 anni e un personale da 2h06’46 è nato ad Alba, è passato dal calcio al podismo come papà che era nelle giovanili del Toro ed è stato master sulle gare da strada, livello amatoriale con un piacere trasmesso al figlio che dal 2020 ha iniziato ad allenarsi a casa Baldini. Ha passato un paio di anni complicati, si è operato a un piede e tornare con un argento, dentro un Italia che incanta, è energia pura da mettere nelle gambe dalla via Emilia al West olimpico all’orizzonte.
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