L’Arsenal è la prima finalista di Champions, un tap-in di Saka manda ko l’Atletico Madrid

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Le 24 ore perfette di Mikel Arteta. Lunedì sera il 3-3 con cui l’Everton ha bloccato il Manchester City che riporta il destino della Premier nelle mani dell’Arsenal. Questa sera la vittoria con l’Atletico Madrid all’Emirates Stadium che conduce i Gunners dritti in finale di Champions, vent’anni dopo quella persa con il Barcellona. Una stagione vissuta a comandare i tempi in tutta Europa, praticamente sempre in testa sia in Premier che in Champions: otto vittorie su otto nel maxi-girone, imbattibilità difesa dagli ottavi grazie pure a un cammino tutt’altro che impossibile tra Bayer Leverkusen, Sporting e Atletico Madrid. Così Arteta potrà godersi Bayern-Psg di questa sera (si riparte dal 4-5 per i campioni in carica) senza particolari preferenze su chi affrontare sabato 30 maggio a Budapest, più di così non avrebbe potuto fare. Almeno finora.

Intanto l’esame di maturità alla scuola del Cholo Simeone è stato superato a pieni voti, soffrendo come da copione. Perché anche a Londra si è rivista una partita in linea con quella del Wanda Metropolitano. Pur senza concedere gli spazi da favola (o da incubo) con cui hanno incantato Psg e Bayern nella semifinale d’andata, sia Arsenal che Atletico si sono affrontate a viso aperto. Ma a modo loro, in pieno doppio stile Arteta-Simeone, diversi tra loro ma forse non troppo: ritmi alti altissimi, sistemi difensivi organizzati organizzatissimi.

Con l’Arsenal più convinto dell’Atletico, come la spinta del pubblico di casa imporrebbe. Folate di qua e di là, i muri difensivi arrivano prima delle parate di Raya e Oblak. Così al primo vero tiro in porta dopo 45 minuti vissuti tutti d’un fiato arriva anche il gol qualificazione: Gyokeres salta tutti ma è defilato, cross per Trossard il cui tiro viene respinto da Oblak, Saka è il più rapido di tutti per il tap-in dell’1-0. Nella ripresa i ritmi non calano, è l’Atletico a spingere per cercare il pareggio concedendo ripartenze. Al 5’ Giuliano Simeone a porta vuota cicca clamorosamente il pallone chiedendo un rigore per fallo di Le Normand, resterà questa l’occasione più ghiotta per l’Atletico. La girandola di cambi consolida il controllo dell’Arsenal, il risultato non cambia, Arteta batte Simeone. E dopo anni trascorsi a costruire senza vincere nulla, uno degli allievi di Guardiola più noti si trova a un passo dalla Premier e a uno dalla Champions. Anche se di “Artetismo” non si parla ancora.


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