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L’avvocato di Sempio: “L’ossessione di Andrea per Chiara? Siamo di fronte a un deserto di prove”

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Avvocato Cataliotti, perché secondo lei Andrea Sempio è innocente?

«Perché non c’è lo straccio di una prova contro di lui. Non una sola prova che possa collocarlo sulla scena del crimine. E adesso, più gli opinionisti svalorizzano gli indizi a carico di Alberto Stasi, più rafforzano le nostre convinzioni».

Perché?

«Prendiamo il caso del Dna sui pedali della bicicletta. Se le due repliche negative inficiano quella positiva, che aveva una corrispondenza di quindici alleli su quindici, allora mi domando come non si possa fare lo stesso discorso con il Dna che si vorrebbe attribuire a Sempio. Corrispondono solo alcuni marcatori. Tutte le altre repliche o pseudo tali non avvalorano quel dato. Ne deduco che se il risultato di Stasi vale zero, quello di Sempio vale meno di zero».

Ma voi come lo spiegate quel Dna sotto le unghie di Chiara Poggi?

«Innanzitutto non è Dna, ma materiale molto più degradato. Non è certo che sia riconducibile a Sempio. È materiale misto: come avere numeri di due targhe frammischiate. Sulle dita di Chiara Poggi ci sono tracce di almeno quattro persone. Quella “probabilità forte“ che possa essere di Sempio, così come è indicata, sta a metà della classifica dei parametri di valutazione. C’è anche il «decisamente forte» e il «certo». E stiamo parlando di un risultato non replicato».

Secondo la procura di Pavia è stato un femminicidio. Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi dopo un rifiuto. L’impronta 33 sulla parete sarebbe il segno di una colluttazione. Cosa risponde?

«Siamo di fronte al deserto. Non c’è nulla che provi quell’ossessione. Come può un’ossessione concretizzarsi in tre telefonate fra il 7 e l’8 di agosto e poi sfociare direttamente nell’omicidio, senza via intermedie? Un’ossessione che non sarebbe accompagnata da un tentativo di violenza sessuale, qualcosa di mai visto. Un’ossessione di cui nessuno era a conoscenza. Ci troviamo di fronte a una totale forzatura».

Come spiegate quelle telefonate a casa di lei nei giorni che precedono il 13 agosto 2007?

«Le spiego come fa Sempio. Un amico del padre di Chiara Poggi ha fatto lo stesso. Ha cercato di chiamarlo al cellulare e, trovandolo non raggiungibile, ha poi provato al numero di casa. Così ha fatto Sempio cercando il suo amico Marco Poggi, il fratello di Chiara. Di cosa parliamo? Le tre chiamate in realtà sono due. Perché una è di tre secondi. E quella successiva è di sette secondi compresi gli squilli».

Andrea Sempio ha mai parlato di tutto quello che sta succedendo con i genitori della vittima?

«Non lo so. Non gliel’ho mai chiesto».

Lei come si trova dentro a questo continuo «Garlasco Show», con l’Italia che partecipa al gioco «innocentisti contro colpevolisti»?

«Lo vivo con naturalezza. Confido che il circuito mediatico non sia condizionante, anzi credo proprio che non lo sarà rispetto alle valutazioni dei giudici. Io cerco di commentare gli atti. Non voglio lasciarmi coinvolgere in polemiche che non siano processuali».

In televisione Sempio ha detto che non vive più. Sta chiuso in casa. Lei come cerca di rassicurarlo?

«Con il massimo dell’impegno. Quello che stiamo profondendo io e l’avvocata Taccia. La risposta migliore non è rincuorare, credo. Ma lavorare».

Se l’istanza di revisione della condanna di Alberto Stasi verrà rigettata, e quindi Stasi resterà colpevole del delitto, secondo lei il processo contro Sempio andrà avanti lo stesso?

«È una questione irrisolta nel codice di Procedura penale. Sarebbe un unicum nella nostra storia giudiziaria. Io chiederei che la cosa venisse rimessa alla Corte Costituzionale. Perché ci troveremmo di fronte a un mostro bicefalo».

Se ci sarà il processo, secondo lei quale sarà l’elemento dirimente?

«Saranno due. L’impronta 33, che per noi non è né di Sempio né dell’assassino. E poi le orme rimaste impresse sulla scena del delitto, che per noi non possono contenere il piede di Sempio».

Per la procura non si può escludere che il piede di Sempio oggi numero 44 potesse calzare nel 2007, delle scarpe 42. Cosa risponde?

«Non mi ha convinto per niente quella consulenza. Depositeremo le nostre repliche».

La difesa di Alberto Stasi ha annunciato un colpo di scena nei prossimi giorni. Sembra il meccanismo di una serie tv. Lei cosa si aspetta?

«Se hanno elementi di prova, li tirino fuori. Di certo non posso commentare un annuncio».

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